La FU Causa Palestinese
Prima Trilogia – scritto due – L’inizio della fine
L’inizio della fine della causa palestinese è strettamente legato alla sua progressiva appropriazione da parte delle sinistre e conseguente trasformazione in un simbolo dei modelli alternativi agli USA ed al mondo occidentale. La fascinazione delle sinistre rispetto all’Islam non è limitata solo alla Palestina, ma per un buon periodo della storia abbraccia varie aree geografiche e vari movimenti di opposizione a governi più o meno dittatoriali. Consiglio in particolare l’ottimo articolo di Alessandra Libutti in merito anche se tutta la serie merita attenzione ed un’approfondita lettura.
L’idea di rileggere in chiave occidentale movimenti, filosofie e concetti di matrice comunque islamica è alla base dell’errore originale, che malgrado dati ormai decenni viene ancora oggi perpetrato e rilanciato, in contesti come quello del mondo LGBT che in questa perversa equazione paritaria riesce ad assumere una connotazione comicamente e tragicamente autodistruttiva.
Alla base di questo errore passato e presente vi è una comodissima quanto errata sovrapposizione dei concetti di “diversità culturale” e di “razzismo” che riempe la bocca degli attuali intellettuali e sostenitori Propal rifiutando qualunque tipo di analisi comparata o di confronto che parta da una presa d’atto di queste diversità per cercare di trovare, ove possibile, un punto di incontro comune ad ambedue.
D’altra parte in Italia siamo vittime economiche e non solo di un movimento che ha professato l’estensione di uguaglianza nei diritti e nei doveri della popolazione in un catastrofico “uno vale uno” astratto, apostolico, asessuato ecc. Salvo poi riporlo accuratamente piegato, nel caso tornasse utile, in tutti quei casi, come ad esempio una diagnosi sfavorevole, dove occorra l’intervento di un professionista ovvero di una figura che ha (orrore) studiato in una situazione che coinvolgerà direttamente il nostro “cittadinoprofeta”.
La gravità di tale appropriazione indebita del simbolo e dei suoi modelli di riferimento è dimensionalmente gigantesca entrando nel merito delle diversità culturali e di pensiero che esistono fra le differenti posizioni, poichè la negazione di tali differenze porta direttamente al coagularsi di idee e modelli inapplicabili, ma venduti come sicuri terreni comuni di dialogo. Siamo al paradosso totale dell’incomprensione spacciata come modello di comunicazione ideale, l’idea che annullando “per principio” le differenze si potrà solo essere d’accordo su tutto.
Nella realtà dei fatti da decenni l’unica cosa che si è ottenuta da queste forze politiche e di pensiero è stato il favorire, alimentare e dare forza alla radicalizzazione dell’Islam. La negazione di un limite rende impossibile il suo superamento, perchè ne impedisce lo studio e la comprensione. Sovrapporre nel nostro caso il concetto di “resistenza” al palestinese in una chiave anticapitalista ha dato forza a chi voleva interpretare le scritture in modalità integraliste, poichè da un lato ha silenziato chi cercava di spiegare che era incompatibile con le basi dell’Islam, e dall’altro ha indebolito la posizione politica di quell’Islam moderato o quanto meno non radicale che non era “contro tutto l’occidente”, anzi, che all’occidente guardava e si raffrontava.
Fra gli elementi differenzianti l’Islam vi è quella di un maggior manicheismo nelle proprie posizioni, pochissime aree di grigio e molti bianchi e nero. Le componenti laico e religiosa cono in un equilibrio altamente instabile con la componente religiosa che cerca di annullare l’altra, come d’altra parte abbiamo vissuto anche noi nei periodi bui del Cristianesimo come le crociate contro gli infedeli, o quelle misogine della caccia alle streghe contro le donne solo perchè tali. Sarebbe in questo senso interessante assistere ad un impossibile colloquio fra una negazionista fanatica di “nonunadimeno” con un gesuita inquisitore, due sordi assatanati e posseduti del loro personale fervore religioso.
La conseguenza di questi antefatti è quella che vediamo. Non differenziare (perchè ricordate che non esistono differenze, siamo tutti identici come anticorpi monoclonali) l’Islam laico quando aveva forza rispetto all’Islam radicale, anzi, addirittura sostenere il secondo in contrapposizione al primo perchè questi aveva come nemico lo stesso “grande Satana”, ha portato alla progressiva predominanza della componente religiosa su quella laica, e per come è strutturato l’Islam, alla nascita e consolidamento delle scuole coraniche radicali ed alla loro evoluzione sempre più estrema e folle.
L’Islam non ha come il Cristianesimo una figura ed una struttura centrale che definisce interpretazioni e detta regole, ogni Imam può interpretare le scritture secondo la sua visione, e non è tenuto a rispettare o condividere le altre letture anche quando di Imam del suo carisma. Di conseguenza le linee guida di un gruppo, di una popolazione, di uno stato sono definite da un valore mediano delle letture al suo interno, e dei relativi insegnamenti che vengono impartiti nelle scuole coraniche del gruppo.
Risulta così difficile da comprendere che se si permette (come è successo e continua ad accadere) di considerare come occasionali e legati al breve termine Idee, teorie ed atti barbarici come quelli del 7 Ottobre per una malsana idea di antioccidentalismo, l’unica cosa che si può ottenere è una ulteriore radicalizzazione ed amplificazione delle letture più estreme?
“Il martirio è un privilegio, saremo come le stelle e come il sole”
Nel prossimo scritto vi parlerò delle mie esperienze con miliziani dell’OLP e delle dichiarazioni dei terroristi del Bataklan.
Per quelli che dicono che se si parla di “differenze” si è “razzisti”
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Questo e’ ossigeno puro.