1 pensato su “La fine dell’era liberale nel pensiero di Putin

  1. Penso a quella specie di “nostalgia” contenuta nella fascinazione putiniana, filo-russa, in occidente. Nostalgia di un’unità perduta, di saldezza di governo, di comando netto e unico, di comunione d’intenti fra politico e religioso, di dettato morale che si fa Stato. L’unità compatta dello Stato, l’unicità indiscutibile della sua direzione politica, la Chiesa a esplicito supporto e legittimazione. Inutile invocare le caratteristiche positive dell’occidente di contro a ciò, al fine di
    convincere, perché quelle caratteristiche son proprio ciò che si aborre e che fa sognare lo stivale russo. Che un certo tradizionalismo cattolico sia filo-russo o cmq non ostile non deve stupire, in questo quadro interpretativo. Putin è il braccio vendicatore della supremazia della Tradizione di contro l’anarchia amorale occidentale.
    La Chiesa che in occidente deve essere – per i tradizionalisti- viva contestazione di un potere laicista e a-teista, se non proprio ateo, in Oriente – con la Chiesa Ortodossa- è provvido e necessario sostegno a un potere informato alla medesima interpretazione organica, unitaria, gerarchica, etica, autoritaria del mondo degli uomini.

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