3 pensieri su “La fabbrica dei mostri: come il vuoto delle idee alimenta il radicalismo

    1. Applausi miei, e quindi per me meritatissimi (nel senso che concordo appieno … e succede spesso: devo preoccuparmi? 🙂

  1. I soliti venti minuti di applausi, caro Alessandro.
    Tu scrivi: “Questo meccanismo di polarizzazione esasperata non fa altro che creare mostri mediatici e politici”. Aggiungo: e non fa altro che rendere “strutturale” e definitivo il vuoto di contenuti da cui tutto comincia.
    Vent’anni o più di anti-berlusconismo hanno finito per esaurire ogni altro contenuto. Lo strumento è divenuto fine. Le riflessioni sulla società, sull’economia, sulle criticità e sulle soluzioni sono uscite dal campo visivo della politica, sostituite – ovunque si guardasse – dall’effigie dell’imprenditore di Arcore demonizzato dai media (tranne che dai suoi, e talvolta persino dai suoi stessi canali), demonizzato dalle procure, demonizzato dai parlamentari (tutti, persino dai suoi alleati: vedi Gianfranco Fini). Se penso al Cavaliere, mi viene in mente una sua icona “solarizzata”, eguale e contraria a quella del “Che”: ormai, una icona pop. Per oltre vent’anni, in Italia, politica = far capire se sei pro o contro il Berlusca. Se meriti stigmatizzazione o se sei “dalla parte giusta”. Col risultato che, già il giorno seguente al funerale di Silvio, la sinistra ha dovuto chiedersi: “e adesso?”
    Qualche mese di assestamento e poi la sostituzione: non più Berlusconi, ma il fascismo; non più “resistere, resistere, resistere” ma “Bella ciao”. Un nuovo nemico al posto del vecchio nemico, nuovi slogan al posto di vecchi slogan, un nuovo inno al posto dei vecchi ritornelli.
    E sotto il vestito, niente.

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