Per gli odiatori dell’Occidente il grande “merito” di Vladimir Putin è stato quello di dimostrare che l’equilibrio mondiale, più o meno garantito dalla “pax americana”, poteva essere sfidato anche da una ex super potenza. Addirittura, da uno dei cinque stati che siedono di diritto nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Dalla notte del 24 febbraio del 2022 Putin è entrato nei cuori di coloro che non si sono mai rassegnati all’epilogo della guerra fredda. L’invasione russa ai danni dell’Ucraina ha riattizzato il fuoco antico e mai sopito dell’odio per l’Occidente a guida americana. I talk show televisivi, i giornali, i social hanno contribuito a stappare un vaso di Pandora di risentimento che covava livido dal giorno della caduta del muro di Berlino. Putin ha il demerito di non essere spinto da una qualche ideologia salvifica che mira a distruggere il capitalismo. Eppure, ha riacceso una fiammella che sembrava spenta: l’odioso Occidente non l’avrà vinta.
A questo si deve lo spettacolare rovesciamento della realtà messo in scena, con la complicità del solito mediocre circolo mediatico, dove una serie di pittoreschi personaggi, piuttosto che inorridire di fronte al terrore russo, hanno continuato a concionare sulle colpe dell’Occidente e a considerare gli ucraini come burattini in mano agli americani e altre amenità.
C’è di buono che fino ad oggi la realtà dei fatti, espressa dalle azioni concrete dei governi occidentali, non si è curata più di tanto di questi odiatori e dei loro sogni distopici. Eppure, abbiamo ascoltato e letto ogni sorta di vaneggiamento sull’aggressività della Nato, sul nazismo degli ucraini, sul genocidio del Donbas. Abbiamo visto sedicenti “pacifisti” e sedicenti “partigiani” insolentire un popolo invaso e martoriato per voler continuare a combattere per la propria libertà senza mai e dico mai citare il regime criminale che ha scatenato quella guerra insensata. Ci è toccato sopportare che personaggi, presentati come accademici e studiosi, si siano rivelati megafoni della più ridicola e spudorata propaganda russa. Abbiamo visto politici con ruoli istituzionali correre in soccorso del regime criminale di Putin e puntare il dito contro l’Unione europea e la Nato di cui l’Italia è un membro fondatore.
Il guanto di sfida che Putin ha lanciato all’Occidente ha trovato il consenso in Italia di un’ampia fascia di persone, molte delle quali con una ragguardevole visibilità pubblica. Sfidando la decenza, queste persone hanno utilizzato tutto l’armamentario di possibilità che il modello occidentale metteva loro a disposizione: libertà d’espressione, ritorni economici, ampia visibilità pubblica. Con una mano hanno cinicamente usato la libertà di esprimere le loro opinioni con l’altra mano hanno titillato chi la libertà tenta in ogni modo di strozzarla. Tutto questo è avvenuto in uno scenario che non lascia adito a dubbi circa il fatto che sia l’Unione Europea che la Nato considerano la Russia come una pericolosa minaccia alla sicurezza dell’Europa e al mantenimento della Pace.
Viceversa, e come se nulla fosse, è emerso in modo evidente che una serie di opinion leader italiani concordano con la visione di Putin e dei suoi regimi alleati: è l’Occidente il nemico da combattere. Ovvero ci troviamo a coabitare (perché al momento non risulta che nessuno di questi si sia trasferito a Mosca), con persone che ritengono che chi mette a rischio la nostra casa e i nostri valori sia nel pieno diritto di farlo. Per costoro l’Occidente è sempre “oggettivamente” colpevole di essere esistito e di continuare ad esistere. E da qui lo “scandalo” del popolo ucraino che ha osato ribellarsi all’arroganza criminale dei russi basata sull’assunto, implicitamente benedetto da questi sostenitori occidentali di Putin, che ogni potenza abbia il diritto di prendersi ciò che considera “roba sua”. La dottrina “Putin” magari non scalderà i cuori ma è sempre meglio di niente.
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La capacità che ha Putin di unire persone delle opinioni più varie sotto la bandiera di anti occidentalismo ricorda le parole di Orwell sul fascismo:
“When one thinks of all the people who support or have supported Fascism, one stands amazed at their diversity. What a crew! Think of a programme which at any rate for a while could bring Hitler, Pétain, Montagu Norman, Pavelitch, William Randolph Hearst, Streicher, Buchman, Ezra Pound, Juan March, Cocteau, Thyssen, Father Coughlin, the Mufti of Jerusalem, Arnold Lunn, Antonescu, Spengler, Beverley Nichols, Lady Houston, and Marinetti all into the same boat! But the clue is really very simple. They are all people with something to lose, or people who long for a hierarchical society and dread the prospect of a world of free and equal human beings.”
https://www.orwellfoundation.com/the-orwell-foundation/orwell/essays-and-other-works/looking-back-on-the-spanish-war/
Articolo 246 Codice Penale (Corruzione del cittadino da parte dello straniero).
Il cittadino, che, anche indirettamente, riceve o si fa promettere dallo straniero, per sé o per altri, denaro o qualsiasi utilità, o soltanto ne accetta la promessa, al fine di compiere atti contrari agli interessi nazionali, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con la reclusione da tre a dieci anni e con la multa da euro 516 a euro 2.065.
Alla stessa pena soggiace lo straniero che dà o promette il denaro o l’utilità.
La pena è aumentata:
1) se il fatto è commesso in tempo di guerra;
2) se il denaro o l’utilità sono dati o promessi per una propaganda col mezzo della stampa.