1 pensato su “La destra postfascista conosce Giuseppe Bottai?

  1. Il compianto storico della matematica Giorgio Israel fece, nei suoi ultimi anni, notare l’indebitamento personale con Giuseppe Bottai, per gli inizi di carriera, di tanti personaggi della cultura Italiana, sia del campo clericale, sia della sinistra (aggiungiamo pure Aldo Moro, collaboratore di Bottai al ministero come lo fu suo padre). Se non come carriera, era segnatamente con le collaborazioni a “Primato”. E` anche per questo che l’Italia non ha fatto i conti con le proprie responsabilita` negli anni dell’Asse (a differenza della Germania Ovest, che, anche quella, lo fece sono fino a un certo punto). E nel biennio ottobre 2023-ottobre 2025, il totale fallimento delle aspirazioni a tenere a bada l’antisemitismo in Italia si sono viste al punto di suscitare molte perplessita` in Paesi su entrambe le sponde dell’Atlantico. Io lasciai l’Italia nel 1983, dopo la tregenda del secondo semestre del 1982, e rimasi molto scioccato per anni, finche’ mi misi a scriverne ed a pubblicare quanto avevo scritto. Mi dispiace che questo articolo, su un giornale tanto valido, abbia negletto di notare la disastrosa dimensione etica del debito che tanti contrassero con Bottai, con effetti che non sono mai andati via. “La destra postfascista conosce Giuseppe Bottai?”, chiede il titolo di quest’articolo. Ma se l’ha conosciuto con riconoscenza l’ammucchiata del mondo della cultura, destra e sinistra. L’amnistia di Togliatti (e del primo ministro De Gasperi), il 26 giugno 1946, fu un cenno di benvenuto, da entrambi i grandi partiti, alla marea della popolazione che aveva tenuto per il regime, nel Ventennio, affinche’ li eleggessero, e certi episodi di questi ultimi due anni mostrano fino a che punto certe sezioni di partito siano ancora intrise di idee imparate nel Ventennio. Penso all’esperienza subita dal geofisico Aldo Winkler in una sezione di partito a Monte Porzio Catone ai primi del luglio 2025 (https://www.ilriformista.it/ebreo-meglio-se-qui-non-parla-gli-ashkenaziti-controllano-le-ricchezze-del-mondo-lincontro-tra-pd-anpi-e-boicottatori-473468/). Tuttavia, penso che la non innocenza degli agenti culturali nella transizione dal Ventennio al periodo postbellico sia stata ancor piu’ insidiosa.

    Ephraim Nissan (Londra)

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