Partiamo dalle più famose donne della Cina repubblicana: le sorelle Soong che rappresentano, insieme a Jiang Qing (madame Mao quarta moglie del Grande Timoniere), il modello cui tutte le donne cinesi si sono riferite.
“C’erano tre sorelle
una amava il potere
l’altra amava i soldi
la terza amava il suo paese”

Questo il detto che in Cina da sempre accompagna il nome delle sorelle Soong, prime donne cui fu risparmiata la fasciatura dei piedi e lo stato di concubinaggio imposto ai tempi. Le ragazze studiarono tutte negli Stati Uniti e di ritorno a Shanghai divennero famose per i matrimoni che contrassero e per l’abilità politica che misero in campo al servizio del loro paese e della causa che ciascuna abbracciò.
Mei Ling sposò Chiang Kai-shek e fu la prima first lady cinese a parlare fuori del suo Paese,
arrivò ad affascinare politici di grande levatura per le sue capacità diplomatiche usando a pretesto il ruolo di interprete del consorte nelle visite ufficiali. Ai Ling dopo essere stata assistente di Chiang sposò H. H. Kung, ministro delle finanze del governo nazionalista. Ching Ling sposò contro il parere della famiglia Sun Yat-sen (fondatore della Repubblica e primo leader del Kuomintang) e alla sua morte divenne nota come la “sorella rossa” vicepresidente di Mao il quale per tutta la vita la usò per legittimare il suo potere di successore di Sun.
In comune hanno la forte volontà che le fece uscire dalle mura domestiche per lasciare il segno nel loro paese.
La tradizione confuciana-patriarcale per secoli ha visto la donna in norme di “femminilità” che la limitavano fisicamente e socialmente il vero spartiacque per i diritti delle donne fu la Rivoluzione Comunista: la questione di genere venne presa in agenda dal Partito come propaganda per il consolidamento dell’ideologia socialista senza preoccuparsi realmente di realizzare l’uguaglianza tra i sessi in termini di diritti ma piuttosto di forza lavoro sostenendo che la partecipazione al lavoro sociale era il primo passo per ottenere la tanto agognata emancipazione così le donne avrebbero iniziato a sostenere “l’altra metà del cielo”
durante tutto il governo di Mao le donne furono effettivamente pari agli uomini sia nei diritti che nei doveri.
Il sistema sociale cinese in origine era basato sul matriarcato che divideva i ruoli e le responsabilità alla donna stava il governo della casa con Mao le differenze si azzerano e la donna esce di casa per andare in fabbrica. I modelli femminili proposti dalle sorelle Soong e da Jiang Qing (un’attrice che diventa leader del suo paese) sono innovativi e accattivanti ma a una condizione: per essere legittimate occorre che si mostrino realmente “pari” a un uomo
cioè devono essere dure e forti come una donna imperiale non avrebbe mai potuto far mostra di essere.
Dopo la morte di Mao la politica demografica di Deng (il Figlio unico) creò i presupposti per la più grande strage di bambine della Storia dal momento che preservare il nome di famiglia tramite un figlio maschio rimane uno dei doveri fondanti del confucianesimo.
Le bambine venivano uccise o a volte salvate da associazioni religiose che le davano in adozione a famiglie statunitensi le quali si impegnavano ad aiutarle a ritrovare le madri
che erano state costrette a darle in adozione in caso le ragazze una volta cresciute lo avessero voluto. Molti libri raccontano le storie di queste bambine e delle famiglie che le accolsero. Questa pratica ha avuto fine con l’abolizione della norma che limita le nascite. Il ruolo sociale delle donne oggi è praticamente lo stesso degli uomini, il termine nü hanzi si riferisce alle donne indipendenti dotate di intelligenza e capacità, mentre shengnü è la donna rimasta single per scelta, cosa che non desta più scandalo.
In alcune zone rurali data la disparità numerica e la difficoltà a trovare moglie i contadini ricorrono a vecchie pratiche illecite come l’acquisto o il traffico di donne da paesi poveri, recentemente c’è stato il caso della condanna di un uomo che aveva incatenato la moglie.
Se è vero che le donne in Cina hanno accesso a tutte le posizioni lavorative e possono scegliere qualsiasi professione resta però poco accessibile per loro in termini di proporzioni numeriche
la carriera politica poche le donne con una posizione di rilievo e quasi tutte a HK.
Il Partito è tutt’oggi estremamente controllato dagli uomini e per la verità anche da uomini anziani nonostante la formula “sette su, otto giù” richieda che chi ha compiuto più di 68 anni debba lasciare l’incarico mentre chi ne ha 67 o meno abbia il diritto a rimanere.









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