5 pensieri su “La Cina ha capito l’Africa. L’Europa ancora no

  1. A metà anni ’80 in Somalia vedevamo le strade costruite dagli italiani che dopo un paio d’anni cominciavano a venire smangiate ai bordi dalla sabbia, e vedevano quelle fatte dai cinesi, spettacolari, perfettamente diritte e intatte dopo parecchi anni. Addirittura un mio collega che viveva in un quartiere di Mogadiscio servito da un acquedotto costruito dai cinesi si fidava di bere l’acqua del rubinetto senza bollirla, e farla bere a moglie e figli, e a nessuno di loro, in tutto il semestre è mai accaduto niente. E dicevamo: stanno mettendo le basi, costa meno che a invadere con gli eserciti e rende di più.

  2. Estoy de acuerdo con todo el planteamiento general de su artículo.
    Solo tres precisiones sobre Marruecos:
    -Marruecos ya es un socio preferente de España y Europa con sus productos agrícolas. La queja de los agricultores en España es que los productos marroquíes no cumplen la normativa sanitaria europea y sus precios demasiado bajos.
    -El crecimiento económico de Marruecos es de un 4,5% anual. Su Producto Interior Bruto no cesa de crecer ¿se traduce en mejoras sociales? …solamente en España viven ±1.000.000 de marroquíes.
    -Geopolíticamente Marruecos es un socio necesario para Europa. España y Marruecos colaboran en materia de inteligencia antiyihadista. El Sahel tiene desorden y guerras con Al Quaeda y el Estado Islámico. Esto no puede obviarse. No es opcional.
    -Ceuta y Melilla: la ONU no los incluye en la lista de territorios a descolonizar.
    Son parte de España desde los siglos XV y XVI: Marruecos no existía. Tampoco los conceptos de colonialismo o estado nacional. En 1860 los lideres tribales acordaron aceptar las fronteras actuales.
    Ningún partido político de Ceuta y Melilla propugna la adhesión a Marruecos. Se estima que quieren separarse de España menos del 1% de los ciudadanos, incluidos los marroquíes nacionalizados españoles y que viven en Ceuta y Melilla.
    Considerarlos colonias por situarse geográficamente en África, es como decir que Sicilia es territorio de Túnez por no situarse en la península itálica. Por poner un ejemplo.
    Gracias por su artículo.
    Saludos.

  3. Bisogna dire però che la Cina non ha gli stessi problemi e vincoli da rispettare principalmente di carattere giuridico e umanitario dei Paesi europei.
    Il governo cinese non teme di cadere o perdere le elezioni per via di uno o più partiti di opposizione contrari a certe politiche e quindi può prendere decisioni più a lungo termine senza avere ripensamenti a breve termine.
    Il welfare state è minimo in Cina e impatta molto meno sul bilancio fiscale di quello dei maggiori Paesi europei che faticano a contenere.
    La Cina è una dittatura, non si preoccupa troppo dei diritti civili degli africani e di quelli giuridici delle istituzioni e delle imprese africane, quindi facendo magari investimenti e finanziamenti che non vanno a buon fine può sempre far valere la propria forza e leva per minacciare ed espropriare certe opere costruite e infrastrutture varie (cosa che è già accaduta con l’iniziativa della nuova via della seta).
    Inoltre non deve avere a che fare con manifestanti che protestano, parti sociali in contrasto o anche un sistema giudiziario autonomo e via dicendo in patria, perché non si fanno molti problemi a reprimere manifestazioni e far sparire soggetti troppo attivi e ritenuti pericolosi senza che nessuno possa fare nulla, comprese organizzazioni internazionali ed istituzioni di stampo occidentale.
    Quello che potrebbero fare però i Paesi europei delegando certe azioni alle istituzioni comunitarie (sì, servirebbe quel “coraggio” di rinunciare a certi poteri decisionali per potenziare un’istituzione comunitaria più grande dandole più peso politico ed economico), è preparare degli accordi con quei Paesi africani stabili in via di sviluppo per degli investimenti, cercando di coinvolgere imprese europee e anche i migranti alla ricerca di un futuro migliore e più o meno sicuro.
    Tanto poi dipenderà nel caso anche da quei Paesi africani disposti a ricevere un flusso migratorio costante in fuga dai Paesi vicini.

  4. Considerazioni totalmente condivisibili. Per quanto concerne la Cina ci sarebbe molto altro da dire, in particolare nel modo in cui esercita la penetrazione nel continente africano. Non è tutto oro quello che luccica, il meccanismo è infatti quello dei prestiti capestro, una modalità che ha poco – si fa per dire – col comunismo. Mi dispiace affermare che il modus operandi cinese è quelle delle locuste e mi risulta che gli Stati africani che ne hanno beneficiato se ne stanno rendendo conto, ancorché con poche chances di venirne fuori.
    Non è stata fatta menzione della Russia, ma forse sarebbe il caso, emblematico è stato il furto d’oro in Sudan all’inizio della invasione dell’Ucraina.
    Sulla stupida miopia europea, ma anche italiana (Corno d’Africa), non posso che tristemente convenire.

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