2 pensieri su “La Cei non si schiera nel referendum. Si limita solo a suggerire il No

  1. Non sono un giurista. Da quanto ho capito (spero di non sbagliarmi di grosso…) la questione alla base del quesito referendario non è, dal punto di vista giuridico, costituzionale, filosofico, una questione che nasce oggi. I « Padri Costituenti «  ne hanno dibattuto e hanno fatto una scelta, scelta che, sempre da un punto di vista giuridico/costituzionale/filosofico non ha mai implicato che l’altra scelta fosse scellerata ed intrinsecamente sbagliata. Spero di non sbagliarmi, ma la scelta è stata fatta « anche » sulla base del momento storico (fascismo) e del contesto (nuova costituzione con la progettualità di un nuovo stato da costruire).
    Quella questione è ridiventata d’attualità non per i motivi profondi sui quali discutevano i « Padri Costituenti », ma per motivi molto più tattici e contingenti: la singolarità di Berlusconi. Nel 1992 tutti si sono schierati dietro una Magistratura indipendente che ha fustigato una classe politica corrotta (un po’ come oggi tutti sono d’accordo sulle malefatte di Epstein e su come fare pulizia). Ma nel 1994 scoppia il conflitto tra Berlusconi e la Magistratura, che é continuato fino ad ora quando un forte governo di destra ha avuto i numeri (e probabilmente anche un sostegno nell’opinione pubblica) per proporre la modifica costituzionale.
    Io penso che la Riforma sia la punta dell’iceberg della rivincita dell’idea « il popolo ha scelto l’esecutivo e quindi nessuno, nemmeno un potete autonomo, può mettere in discussione questa scelta).

    Alla fine, anche il « linguaggio » utilizzato dalle due fazioni va ad insistere su questo punto: può la magistratura mettersi conto il potete esecutivo?

    Pochi, penso, sono attrezzati per cspire fino in fondo le ragioni di una scelta o dell’altra (e le sue conseguenze profonde).

    1. Per questo penso che sia più interessante leggere la posizione della CEI in questo documento: « Cristiani per l’Europa: La Forza della Speranza »
      (https://www.chiesacattolica.it/appello-cristiani-per-leuropa-la-forza-della-speranza/)

      In questo documento (pubblicato dai vescovi di Italia, Francia, Polonia e Germania… un evento importante a mio avviso, considerando la situazione politica di queste 4 nazioni) mi ha colpito, tra le altre cose, questa frase di De Gasperi: “Il nazionalismo esacerbato è una forma di idolatria: colloca la nazione al posto di Dio e contro l’umanità”

      Questo invito a considerare il « nazionalismo esasperato » come un problema non può, a mio parere, non includere un monito a considerare il bene comune dell’umanità come prioritario.

      La decisione sul SI o il NO deve partire da questo.

Rispondi

InOltre App

GRATIS
VISUALIZZA