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Un soldato ucraino ucciso, disteso a terra, con una spada piantata nel petto. Una spada di disegno fantasy, simil-elfica ma dall’impugnatura brunita, quindi semmai da Eldar oscuri, più che da Figli della Luce di Valinor. Una foto che abbiamo deciso di non pubblicare.
Sulla lama una dedica scarabocchiata a mano: “Za Kursk” ovvero “per Kursk”. Il che ci riporta dall’universo fantasy al mondo reale di una sporca guerra in cui gli aspetti escatologici e millenaristici sembrano essere, da parte russa, una componente importante della propaganda anti-ucraina.
Gli appelli misticheggianti dei pope invasati alle donne affinché mettano al mondo più figli da offrire sanguinosamente alla Patria, i sermoni ai fedeli durante la Messa sulla santità ad immolarsi per la Grande Madre Russia, le invettive dei pundit televisivi di regime sulla lotta esistenziale tra Bene e Male, le invocazioni alla Guerra Santa del patriarca Cirillo, alias Vladimir Gundayev per gli archivi del KGB, tutto questo dimostra come il regime di Putin si sia affidato al condizionamento religioso o pseudo religioso per manipolare a proprio favore cuori e menti di un popolo abituato ad obbedire.
Nulla di veramente nuovo nelle dinamiche asservitrici dei regimi totalitaristi, ma che nel caso russo assumono una configurazione istituzionalizzata con il grande patto tra Putin e Cirillo di riconoscere la primazia al Patriarcato di Mosca in cambio della totale conformazione di clero e chiesa ortodossa russa alla politica del Cremlino.
Da qui l’obbedienza cieca e bovina dei pope e la natura dei loro sermoni esaltati ed infuocati, facilmente recepiti dalle menti semplici dei fedeli-sudditi soprattutto in provincia.
Non stupisce quindi, in questo sabba inquietante di deliri metafisici, invettive millenaristiche e manicheistici giudizi di valore sul Bene di cui la Russia si farebbe portatice e sul Male veicolato attraverso l’Ucraina dall’Occidente collettivo satanico e corruttore, che qualche soldato russo fanatizzato ed imbevuto di propaganda abbia visto in sé stesso il San Giorgio cavaliere di Cristo e nel povero soldato ucraino il dragone da trafiggere ed abbattere a colpi di spada: allegoria perfetta di una Russia mai veramente emersa dal proprio Medioevo.
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