

When you hear Bach or Mozart, you hear perfection. Remember that Bach, Mozart and Beethoven were great improvisers. I can hear that in their music.
Dave Brubeck
I have to tell you that J.S. Bach was easily the greatest musical innovator in the history of the world. He was so advanced for his time. There’s a spiritual depth to his music. You can listen to it and it’s like meditation.
Brian Wilson
I think that if I were required to spend the rest of my life on a desert island, and to listen to or play the music of any one composer during all that time, that composer would almost certainly be Bach. I really can’t think of any other music which is so all-encompassing, which moves me so deeply and so consistently, and which, to use a rather imprecise word, is valuable beyond all of its skill and brilliance for something more meaningful than that – its humanity.
Glenn Gould

Ci sono anime a cui accostarsi è difficile, come se il loro passaggio sulla terra avesse lasciato una scia luminosa talmente abbagliante da non permetterne una descrizione o un racconto che non sia parziale, infelice o peggio essenzialmente sbagliato. Se a questo aggiungiamo che sia io che Orlando Furioso, non siamo frequentatori di conservatori o esperti musicologi l’imbarazzo cresce, tuttavia eccoci in braghe di tela ad apparecchiarvi qualche sconnessa parola su Johann Sebastian Bach. Ambedue ascoltiamo musica classica da autodidatti, vecchi pirati frequentatori di negozi di dischi e pianoforti, in vena di seguire tracce come segugi in campagna lungo una pista. Robert Fripp, colonna portante dei King Crimson da noi assai amati, ha sempre esternato la sua predilezione per Bach e noi siamo corsi a far bottino di vinili e cd come non ci fosse domani e ne abbiamo scoperto la forza profonda, spirituale. Lo troviamo moderno con le sue armonie quasi minimali, le linee melodiche che si incastrano tra loro con una perfezione che lascia senza fiato, per ricchezza armonica, precisione contrappuntistica e per la sacralità che trasmette.
Eppure la musica trova un suo senso anche perché sa parlare a chi specialista non è, andando oltre il piano della conoscenza per cercare di raggiungere l’intelligenza emotiva di chi ascolta. Bach è uno degli esponenti di spicco del Barocco musicale tra Seicento e Settecento, ricordato soprattutto per la complessità strutturale delle sue opere, per la loro armonia estetica in una sintesi tra il cosiddetto stile tedesco e influenze italiane che gli vengono da compositori come Antonio Vivaldi, molto ammirato da Bach. Ne esce una musica “europea” prima che prendesse piede un’idea d’Europa. Ubriachi della magia di queste architetture sonore io e Orlando ci guardiamo stupefatti nel perderci tra labirinti di adamantina bellezza e ci lasciamo prender per mano dai Berliner Philharmoniker, come due bambinelli (un poco attempati). Bach scriveva musica sacra in larga misura per celebrazioni liturgiche. Ne consegue che le sue composizioni esplorano temi teologici fondamentali del cristianesimo. Bach riflette sulla morte come tema artistico da cui far scaturire le composizioni, lui che la conosceva bene avendo perso i genitori giovanissimo, la prima moglie quando i figli erano piccoli e purtroppo anche alcuni di loro come accadeva spesso in quell’epoca.
Le sue composizioni sono pensate per diversi strumenti anche se con una predilezione per organo e clavicembalo, senza trascurare la musica da camera e da orchestra e ale cantate. Cresciuto in una famiglia di musicisti , Johann Sebastian Bach viene educato fin da bambino alla musica: il padre gli insegna subito il violino e morti i genitori sarà il fratello maggiore ad insegnarli a suonare l’organo, prima di entrare nella prestigiosa scuola di musica di Luneberg nel 1699. Quasi come me incapace di leggere uno spartito e poco incline a studiare con metodo la musica, mi salvo in extremis grazie all’amico Orlando Furioso dedito al pianoforte e agli spartiti e qui degno consulente nel compilare una playlist antologica. Da Luneberg Bach inizia una carriera attraverso le corti dei vari stati tedeschi, che lo porta fino alla corte del re Federico II di Prussia. Nelle sue opere il tema centrale resta l’aspirazione dell’uomo a Dio e tale resterà per tutta l’esistenza del grande artista.
Indimenticabili le sue composizioni per strumento solo, da cui sono scaturiti arrangiamenti per flauto, violino e pianoforte, ma non dimentichiamo il liuto, al tempo di Bach era infatti tenuto in massimo rispetto. Johann Sebastian Bach ha effettivamente composto diverse opere senza specificare uno strumento esecutivo preciso, come ad esempio ne “L’arte della fuga” (Die Kunst der Fuge) dove non specifica alcuno strumento e viene eseguita sia al clavicembalo che da ensemble strumentali o persino quartetti d’archi.
Bach era molto interessato alla purezza teorica della musica, quindi alcune sue opere erano concepite più come idee musicali universali, andando oltre le sonorità caratteristiche di uno strumento. Impossibile non citare anche le sue famosissime suite per violoncello solo di struggente ed eterna bellezza, qui tra le corde di uno dei suoi più grandi interpreti. Orlando Furioso si è incantato ammirando lo scorrere delle nuvole fuori dalla finestra che si affaccia sul giardino. Pensa agli ultimi ingredienti della playlist ascoltando Mischa Maisky o all’inverno che tanto ama per freddo e gelo?
Vi abbiamo abituati a concludere sempre con qualcosa di personale. A volte si parla dei dieci dischi da portarsi su un’isola deserta. O addirittura del brano più bello di sempre ed altre improbabili classifiche. Noi alcolisti sonori non riusciamo mai a deciderci. Però, però…..Glenn Gould al pianoforte alle prese con il contrappunto XIV, composizione lasciata da Bach incompiuta e che nel suo interrompersi ci lascia in un silenzio di abissale bellezza, rasenta quella perfezione assoluta, la vetta inarrivabile. Provate a pensare questi dieci minuti come una metafora dell’esistenza, un cammino simbolico, l’arco di una vita: la nascita e l’infanzia, gli anni dell’apprendimento, la maturità e l’azione, la vecchiaia e la morte, ed ecco che per magia i suoni si faranno perfetto racconto, non di una vita, ma di tutte le vite. Mi direte cosa vi suscita, il brano chiude la nostra playlist, ma per noi due resta di una bellezza travolgente. La playlist di Mr Pian Piano e dell’Orlando Furioso dedicata a Johann Sebastian Bach la trovate qui. Buon ascolto.
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