
Nonostante le recenti politiche del premier laburista britannico Keir Starmer siano state assai critiche nei confronti d’Israele, tanto da aver deciso di riconoscere lo Stato palestinese, nel Regno Unito le frange più radicali della sinistra hanno contestato l’attuale governo per non essere abbastanza antisraeliano, tanto che sono emersi numerosi parlamentari e candidati indipendenti che hanno cercato di cavalcare il risentimento della comunità musulmana.
È in questo contesto che si inserisce la recente candidatura di Shahid Butt, 60enne che corre da indipendente per un seggio nel consiglio comunale di Birmingham, una delle città più popolose del paese, in occasione delle elezioni locali previste per il 7 maggio.
Chi è Shahid Butt
Secondo il sito britannico “Spiked”, Butt è stato rilasciato da una prigione yemenita nel 2003, dove era stato rinchiuso nel 1999 per aver pianificato degli attentati in Yemen, che miravano a far saltare in aria il consolato britannico, una chiesa anglicana e un albergo. Inoltre, in passato si è recato anche in Bosnia e in Afghanistan per combattere al fianco dei jihadisti.
Butt ha sempre dichiarato di essere innocente per quanto riguarda la pianificazione degli attentati, sostenendo di essersi dichiarato colpevole solo dopo essere stato torturato dalla polizia. Tuttavia, non ha negato di avere avuto un passato violento. Infatti, prima di recarsi all’estero, è stato anche incarcerato nel Regno Unito per atti violenti.
Butt ha dunque una condanna penale grave nel passato ma nel sistema elettorale britannico non esiste un divieto perpetuo per le persone con condanne passate di correre alle elezioni locali, a meno che non abbiano subito una pena detentiva significativa nei cinque anni immediatamente precedenti.
La condanna di Butt è così vecchia da non rientrare nelle soglie temporali di esclusione, quindi legalmente può candidarsi e potenzialmente essere eletto consigliere comunale.
Fatti recenti
Oggi Butt dice di essere cambiato e, per la sua candidatura, ha parlato principalmente di tematiche locali. Tuttavia, un’analisi delle sue attività più recenti racconta un’altra storia. A novembre, quando il Maccabi Tel Aviv doveva giocare contro l’Aston Villa, ha avuto un ruolo chiave nelle proteste che hanno spinto la polizia a impedire ai tifosi israeliani di venire a vedere la partita.
In quell’occasione, Butt esortò i musulmani a venire a Birmingham per assicurarsi che la città non fosse “profanata da questi parassiti e da questo lerciume”, riferendosi agli israeliani. Ha anche detto: “I musulmani non sono pacifisti” e “se qualcuno viene davanti a te, spaccagli i denti”.
La sua candidatura appare ancora più preoccupante alla luce di un’intervista rilasciata a gennaio dell’anno scorso. Parlando al podcast Muslim Collab, Butt ha citato favorevolmente un passaggio del Corano in cui Maometto dice ai musulmani: “Non accettate ebrei e cristiani come vostri amici e alleati”.
Confronto con altri casi
Se i musulmani radicali possono cavalcare l’onda dell’odio antiebraico e antisraeliano, al contrario i musulmani moderati rischiano l’emarginazione. È quello che è successo a Shadman Zaman, medico bengalese fuggito nel Regno Unito poiché in Bangladesh aveva ricevuto numerose minacce di morte. La sua “colpa”? Aver visitato Israele, che non ha relazioni diplomatiche con il suo paese natale, ed essersi opposto pubblicamente all’odio antisraeliano.
Nel 2022, come ha spiegato il sito “Jewish News”, Zaman era candidato alle elezioni locali di Bury, nel nord-ovest dell’Inghilterra, con i conservatori. Tuttavia, la sua candidatura è stata sospesa dalla sezione locale del Partito Conservatore dopo che sui social ha espresso il suo rammarico per 11 israeliani che erano stati uccisi in un attentato terroristico. Nick Jones, leader dei conservatori di Bury, ha motivato la decisione di sospendere Zaman dicendo che avrebbe dovuto concentrarsi su tematiche locali.

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