


Tra Piccadilly e St James’s, Jermyn Street custodisce il cuore dell’eleganza maschile britannica. Sartorie, calzolai, profumerie e botteghe storiche raccontano un mondo nel quale la tradizione non è nostalgia, ma una forma di naturale resistenza alle mode passeggere.
Oggi parliamo di un’enclave del vero stile britannico di eleganza maschile, dove il tempo sembra essersi fermato.
Ma prima di addentrarci nel cuore dello stile britannico è giusto ricordare che Londra offre molti altri luoghi legati alla sua tradizione. Liberty, con il suo straordinario edificio Tudor, è una tappa obbligata per gli amanti dei suoi famosi tessuti di cotone; la storica Scotch House, purtroppo scomparsa, fu per decenni il tempio del tweed e della maglieria scozzese; Penhaligon’s e Yardley hanno scritto pagine importanti della profumeria britannica.
Lo stesso vale per i department store, da Harvey Nichols a Harrods a John Lewis, dove milioni di visitatori cercano ogni anno un frammento di eleganza inglese. Ma se si vuole capire dove nasce davvero il British men’s style bisogna lasciare i grandi flussi del turismo e dirigersi verso Piccadilly e St James’s.
Il quadrilatero di St James’s, con alcune propaggini nel vicino quartiere di Mayfair, è il luogo di Londra che racchiude la summa del British men’s style.
La grandezza e l’unicità di questo distretto, compreso tra i codici W1 e SW1, risiedono nel rispetto di una tradizione rimasta fedele a sé stessa, evolvendo con estrema lentezza o, in alcuni casi, non evolvendo affatto.
Gli esempi più emblematici sono le vetrine di Lock & Co. Hatters, il più antico cappellaio del mondo, e di Swaine, lo storico ombrellaio: allestimenti rimasti pressoché immutati nel corso dei decenni, quasi a voler affermare che il vero stile non segue la moda, ma attraversa il tempo.
Piccadilly funge da spartiacque. Percorrendola da Green Park verso Piccadilly Circus, sul lato sinistro si susseguono luoghi entrati nella storia dell’eleganza maschile: Savile Row, la strada delle grandi sartorie, e Old Bond Street, purtroppo ormai oscurata dalla vicina New Bond Street, divenuta il regno delle grandi griffe internazionali, con vetrine che si trovano identiche in qualsiasi metropoli del mondo.
Proseguendo verso Piccadilly Circus si incontra prima la Piccadilly Arcade e subito dopo la Burlington Arcade: due gallerie che custodiscono, negozio dopo negozio, un perfetto campionario dell’eleganza classica britannica, dove qualità, discrezione e tradizione continuano a prevalere sulle mode passeggere.
Il mio consiglio è però di attraversare la strada ed entrare da Fortnum & Mason, possibilmente all’ora del tè. È una delle esperienze più autenticamente britanniche che si possano vivere a Londra.
Nelle eleganti sale da tè, tra argenterie, porcellane e camerieri impeccabili, il rito dell’Afternoon Tea si rinnova ogni giorno con una selezione di miscele pregiate, finger sandwich, scones appena sfornati con clotted cream e confetture, accompagnati da una raffinata pasticceria.
Più che una pausa, è una tradizione che da oltre tre secoli rappresenta uno dei simboli dello stile di vita inglese.
Ora, però, è il momento di lasciare Piccadilly e raggiungere una strada meno nota al grande turismo internazionale, ma che costituisce il vero santuario del British men’s style.
Qui quasi ogni insegna espone con orgoglio il Royal Warrant, il prestigioso riconoscimento che autorizza a fregiarsi della dicitura “By Appointment to His Majesty The King”, testimonianza di una qualità riconosciuta dalla Casa Reale. Questa strada si chiama Jermyn Street.
Percorriamola dunque, imboccandola da St James’s Street. Quasi subito si incontra la sede storica di Alfred Dunhill, marchio che ha legato il proprio nome alla pelletteria, alle migliori pipe al mondo, agli accessori e all’abbigliamento maschile.
Per molti appassionati il ricordo corre soprattutto ai suoi tabacchi da pipa, fra i quali la celeberrima mistura 965, oggi prodotta con la stessa ricetta dal fabbricante di pipe Peterson’s.
Poco oltre si susseguono Davidoff of London, punto di riferimento per gli amanti dei sigari cubani, D.R. Harris, storica farmacia famosa per le colonie e i prodotti da barba, Berry Bros. & Rudd, la più antica enoteca di Londra, e ancora Lock & Co. Hatters.
A poca distanza merita uno sguardo anche John Lobb, forse il nome più prestigioso della calzatura inglese. La sua vetrina è una di quelle che sembrano sfidare il tempo: sobria, quasi impolverata, praticamente immutata da decenni, come se le mode non fossero mai esistite.
È un’altra dimostrazione che, da queste parti, la tradizione vale più di qualsiasi trovata pubblicitaria.
A proposito di Lock & Co., mi torna sempre in mente un episodio raccontatomi molti anni fa. Erano gli anni Cinquanta e un elegante gentiluomo italiano entrò nel negozio deciso ad acquistare una classica bombetta inglese. Il commesso lo osservò con un sorriso e gli disse: «I guess you’re Italian, sir. Why don’t you buy a Borsalino? It’s the top hat in the world.»
Che fosse un complimento sincero o un sottile gioco di spirito, tipicamente britannico, poco importa. Il messaggio era chiaro: persino nel tempio londinese del cappello si riconosceva al Borsalino il rango di simbolo mondiale dell’eleganza in fatto di copricapo.
Giunti all’angolo con Duke Street, è d’obbligo una sosta davanti alle vetrine di Turnbull & Asser. Nato come camiciaio nel 1885, è oggi uno dei grandi nomi dell’abbigliamento classico inglese, celebre anche per cravatte, pigiami e accessori.
Poco più avanti, al numero 55, si trova Wiltons, aperto dal 1742 e considerato uno dei migliori ristoranti di pesce di Londra. Ostriche, Dover sole, Fish Pie, selvaggina e Beef Wellington sono fra le sue specialità, sempre che si sia disposti a concedersi una cena che supera facilmente le cento sterline a persona.
Fra le insegne storiche della via merita una visita anche Henry Maxwell, il più antico calzolaio londinese ancora esistente, le cui origini risalgono al 1750. Oggi il marchio opera insieme a Foster & Son, continuando la tradizione delle scarpe e degli stivali realizzati su misura secondo i canoni più rigorosi dell’artigianato britannico.
Entrando si ha la sensazione che il tempo si sia fermato: forme in legno consumate dall’uso, pellami pregiati e attrezzi tramandati di generazione in generazione raccontano una cultura del lavoro ormai rarissima.
Molti personaggi del jet set e della politica, ma anche Re Carlo e il principe di Galles William, hanno lì la loro forma in legno depositata per poter ordinare le loro calzature senza recarsi in negozio.
Tra i grandi calzolai non può mancare Tricker’s, famoso soprattutto per le robuste scarpe in crosta scamosciata con suola di para. Ne possedevo due paia, ormai segnate da molti anni di uso.
Scoprii che la maison offre un servizio di ricostruzione completa: le scarpe vengono riportate in fabbrica, risuolate e rimesse completamente a nuovo a un costo pari a circa un terzo di un paio nuovo.
Utilizzai questo servizio una decina d’anni fa e ancora oggi continuo a indossarle con grande soddisfazione. È una filosofia tutta inglese: riparare ciò che è stato fatto bene invece di sostituirlo.
Lungo la strada meritano una citazione anche New & Lingwood, Emma Willis, Hilditch & Key e Crockett & Jones, insegne che continuano a rappresentare il meglio dell’abbigliamento e della calzatura classici.
Al numero 89 ha sede Floris, la più antica profumeria inglese. Nel corso dei secoli le sue essenze hanno accompagnato personaggi come Winston Churchill, Marilyn Monroe e Cary Grant. La fragranza più celebre è la No. 89, dedicata proprio al numero civico del negozio.
Io, però, sono sempre rimasto fedele alla fragranza al lime, fresca e discreta, che ho utilizzato per molti anni.
Jermyn Street mi suggerisce sempre la stessa riflessione.
In un mondo dove quasi tutto cambia al ritmo delle mode, qui il tempo sembra scorrere più lentamente. Le insegne sono le stesse, le vetrine quasi immutate, gli artigiani continuano a fare il loro mestiere come lo facevano i loro padri e i loro nonni.
Passeggiando lungo questa strada si ha quasi l’impressione che il Novecento non sia mai finito e che la modernità si sia fermata, educatamente interdetta, all’imbocco della via.
È forse questo il vero segreto dell’eleganza britannica: non inseguire continuamente il nuovo, ma conservare con orgoglio ciò che il tempo ha già dimostrato di rendere migliore.
Jermyn Street non è soltanto una strada: è uno degli ultimi luoghi d’Europa dove la tradizione continua a essere vissuta ogni giorno con naturalezza, senza nostalgia e senza bisogno di esibirsi. E forse è proprio questo il suo fascino più grande.
Fifth Avenue, Faubourg Saint-Honoré e Via Condotti non hanno avuto la stessa costanza.

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