4 pensieri su “Israele, piano per il dopoguerra cercasi”

  1. Mi permetto di contestare alcune affermazioni.
    “una violenza e malvagità inusitate”: no, la violenza e la malvagità gratuite, ossia non finalizzate ad alcun vantaggio pratico ma solo a provocare la massima sofferenza del nemico sono in realtà usatissime fin dalla nascita dell’islam (per limitarci ai soli palestinesi, si ricorda di Kobi e Yossi di Tekoa? In una bella mattina di primavera – è caduto giusto ieri il 24° anniversario – hanno deciso di non andare a scuola per fare una scampagnata. Quando li hanno trovati, qualche giorno dopo, hanno dovuto ritardare i funerali per avere il tempo di decidere quali pezzi erano di uno e quali dell’altro).
    L’esplosione dell’antisemitismo e delle manifestazioni pro hamas è iniziata prima che un solo soldato israeliano mettesse piede a Gaza, non dopo l’inizio della pubblicazione di numeri inventati. E quanto a questi, è capitato addirittura in certi casi che la somma delle donne e dei bambini morti superasse quella del totale di donne+bambini+uomini+anziani: se io scelgo di accogliere ciecamente le informazioni che giungono da un’organizzazione terrorista, e scelgo di prendere per buoni dei numeri assurdi sparati 30 secondi dopo il bombardamento, e scelgo di credere che 2+2 fa di più di 2+2+2+2, non è che divento antisemita perché mi danno questi numeri: credo a questi numeri perché sono antisemita.
    E concordo con quanto affermato nella prima parte del secondo commentatore: è stato detto nel modo più chiaro ed esplicito possibile che “noi abbiamo bisogno del sangue di queste donne e di questi bambini”, che richiama, tra l’altro, le dichiarazioni di Arafat: “Sono pronto a sacrificare mille martiri bambini per conquistare Gerusalemme”.
    Poi, per quanto riguarda le responsabilità, vogliamo ricordare che il capo dello Shin Bet, informato sul pericolo imminente, aveva categoricamente negato che fosse reale e rifiutato di intraprendere qualunque iniziativa?
    E infine, in merito alla corte suprema, non pensa che la sua pretesa di interferire sistematicamente col governo e col parlamento, arrivando addirittura ad annullare le loro decisioni, anche in materia di sicurezza, abbia bisogno di essere un tantino ridimensionata?

  2. “Qui ci sarebbe da discutere molto sul perché Hamas ritenesse di poter uscire non solo indenne ma anche vincitrice da un simile azzardo” : la mia modesta opinione è che ad Hamas non importasse nulla di uscire indenne, come esplicitato pubblicato dai suoi capi nelle settimane immediatamente successive. Le SS per esempio non desideravano affatto uscire indenni da una qualsiasi battaglia. Anzi. Per Hamas il sangue, le vittime e i bambini sono strumenti di marketing di guerra, da noi aborriti ma per loro assolutamente leciti. Per quanto riguarda il “vincitrice”, Hamas aveva vinto già alle 10 del 7 ottobre, piaccia o no, e lo sconfitto è e rimarrà per sempre Netanyahu. Ora quello può chiedere il sangue di altre 50000 persone, compreso quello di alcune migliaia di suoi soldati e di incolpevoli abitanti della Cisgiordania, ma …. ha perso! Esattamente come avevano perso gli USA la sera del 11 settembre 2001, consentendo a Bin Laden la realizzazione di un sofisticato piano per colpire al cuore alcuni simboli dell’America. Sono morti sia Bin Laden che Yahya Sinwar, ma rimangono, fa brutto dirlo, due strateghi militari.

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