3 pensieri su “Israele è il diritto di non chiedere il permesso di esistere”

  1. La cosa veramente assurda è che ancora oggi si debba spiegare ad una moltitudine di antisemiti/antisionisti il ruolo dello Stato di Israele per gli ebrei. Sembra di rivivere il periodo antecedente all’emancipazione degli ebrei, intorno al 1780, quando con l’affermarsi delle idee illuministe si iniziava timidamente a considerare il problema ebraico in tutta la sua drammaticità. Allora sembrava che la posizione espressa con i principi dell’Haskalah, accettati subito dopo dall’Imperatore Giuseppe II d’Austria poi dall’editto di Versailles (1790 credo) potesse portare ad una reale svolta nella considerazione degli ebrei in Europa. Tutto inutile, dopo un secolo timido di iniziative arrivarono i russi con la falsità dei Protocolli dei savi di Sion che aprì le cataratte alla tragedia della Shoah e poi del 7/10.

  2. Un’altra cosa da chiedere a chi rivendica il diritto di criticare Israele senza dover essere considerato antisemita è: c’è stato, dal ’48 a oggi, un governo israeliano che tu abbia ritenuto non criticabile? C’è stata, dal ’48 a oggi, una politica di Israele che tu abbia ritenuto non criticabile?

  3. si può criticare la politica attuale di Israele, e insieme difenderne la necessità e il diritto di esistere.

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