4 pensieri su “Israele attacca le basi nucleari della Repubblica Islamica – La resa dei conti è cominciata”

  1. Brava! Come sempre! Condivido tutto. C’è “solo” un problema che rimarrà sul campo: la convivenza tra islam sciita e islam sunnita, almeno dopo che il regime teocratico instaurato da Khomeini sarà stato fatto fuori. Torneremo indietro a quanto mirabilmente descrisse Vali Nasr in The Shia Revival.

  2. E’ un quadro complesso ma piuttosto chiaro. Se dallo scacchiere mediorientale togliamo a monte il potere degli Ayatollah, improvvisamente abbiamo la convivenza tra Israele e le nazioni arabe, la fine di Hamas, la fine di Hezbollah, degli Houti, le potenze sunnite già d’accordo sulla pacifica coesistenza. Quest’ultimo uno dei veri motivi del pogrom del 7 ottobre sobillato e finanziato dai sacerdoti sciiti. E abbiamo anche la fine di Netanyahu, già sotto processo per corruzione e sotto inchiesta per la falla del 7 ottobre. Qualcuno azzarda un parallelo: Netanyahu come Putin, aggressori illegali di una potenza straniera da cui si sentono minacciati. Benché tra Putin e Netanyahu vi siano punti di analogia, entrambi infatti hanno bisogno della guerra e del successo militare per stare al potere; la minaccia che la NATO rappresenta per la Russia è teorica, perché non vi sono dichiarazioni in tal senso da parte della NATO, e prima della guerra c’erano anche due stati scandinavi neutrali “cuscinetto” verso il fronte nord, mentre la minaccia e l’obiettivo di cancellare Israele dalla carta geografica è un obiettivo dichiarato del regime teocratico, e di tutte le milizie che ha finanziato e armato fino ai denti in preparazione probabilmente di questo evento, cercando di completare il quadro con la deterrenza nucleare. L’azione Israeliana, almeno per ora ma non credo che cambierà, non è stata un’invasione militare, ma un attacco mirato a persone e obiettivi precisi, limitando in questo caso la percezione che si tratti di un attacco al popolo iraniano, che, secondo le stime ormai all’89%, ha inviso il regime dei preti fanatici.

    1. Aggiungo che un altro effetto collaterale dell’azione Israeliana è che Il Cremlino sta appunto per perdere il maggiore supplier di armi a basso costo da lanciare sull’Ucraina

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