1 ha pensato a “Israele: alla scoperta di una democrazia sotto assedio che non smette mai di discutere

  1. Un’analisi, la sua, come sempre eccellente, che tocca il punto fondamentale dell’intera questione. In un Medio Oriente dove la dissidenza politica viene repressa con la forza o con l’intolleranza ideologica, il fatto che Israele continui a produrre contropoteri, mobilitazione civile e un’accesa autocritica costituisce la vera eccezione da difendere, anziché da scusare. Comprendere questa dinamica interna è il primo passo fondamentale per smettere di guardare a Israele come a un simbolo bidimensionale o ideologico, così da iniziare finalmente a valutarlo per ciò che è, ossia una democrazia reale e sotto tiro che, per fortuna, resta straordinariamente complessa, pluralista e ostinatamente viva.

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