2 pensieri su “Iran, il cambio di strategia e il rischio di una guerra civile”

  1. Se esistono gruppi clandestini di resistenza al regime potrebbero già essere in possesso di armi ed essere capaci di combattere, almeno in un ristretto contesto urbano attraverso atti di sabotaggio e piccoli interventi contro le forze di polizia del regime.
    Potrebbero anche ricevere supporto militare dall’esterno per poter intraprendere una guerra di lunga durata contro il regime, ma una delle questioni primarie importanti per un eventuale successo e rovesciamento del regime è capire e certificare se a questi gruppi una parte non indifferente numericamente della popolazione sarebbe pronta a unirsi per l’obiettivo principale di rovesciamento del potere esistente.
    Anche le successive azioni sarebbero importanti per ristabilire l’ordine e la continuità delle principali attività dello Stato, e questo spetterà ai vari gruppi in base a intese e accordi fatti in precedenza o nel momento della decisione del futuro della nazione. E’ vero anche che potrebbe esserci il rischio di faide tra i vari gruppi e degenerare così la situazione in una guerra civile.
    Purtroppo ci possono essere certi rischi nel rovesciamento di un regime che a lungo ha represso ampiamente la popolazione e le minoranze etniche, acuendo così il desiderio di rivalsa e di vendetta da parte di certi leader e gruppi cui l’interesse di unità nazionale sarebbe giudicato di secondo piano.
    Dipenderà tutto dagli eventuali leader dei gruppi risultati vincitori e dalla loro propensione alla collaborazione per una continuità di interesse nazionale e al cambiamento in maniera pacifica oppure no.

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