9 pensieri su “Intervista a Mohsen Sazegara fondatore dei pasdaran, oggi oppositore del regime iraniano

  1. Ritengo che questa intervista sia “dirompente”. Mostra purtroppo che in un contesto rivoluzionario organizzato vi siano sempre marionette (nel senso buono) ovvero coloro che per alti ideali vi partecipano e che poi, se sopravvivono, si vedono parte di un tritacarne inimmaginabile. Quanto dichiarato di voler perseguire, la <>, è senza dubbio la strada migliore per non scatenare una guerra civile (vedi Iraq) ma è un processo molto lento e temo che possa essere anticipato da una lotta senza quartiere mossa dagli attuali nemici giurati del regime: il mondo sunnita e soprattutto Israele. Secondo un antico adagio, speriamo in bene ma prepariamoci al peggio!!

    1. Io ritengo che l’ostacolo maggiore per loro siano le lobby politiche che agiscono nell’interesse del regime e che li privano del sostegno internazionale, come ho scritto nel mio pezzo più recente.

  2. Complimenti: bellissima intervista che dice molto sulla situazione iraniana, molto di più di quanto si trovi nei giornali tradizionali.
    Scrivo ora una cosa che dovrebbe essere ovvia, me che non lo è affatto sempre pensando ai già citati giornali: lei scrive benissimo!

    1. La ringrazio. La mia ricerca nasce dal fatto che si legge solo della repressione del regime e di Donna, Vita, Libertà ma senza background. Da mesi cerco di offrire uno spaccato socio-culturale all’interno dell’evoluzione del contesto.

      1. Sarebbe importante sapere come si colloca la resistenza iraniana in politica estera. Se rovesciassero il regime, avrebbero il coraggio di uscire dall’orbita russa e riavvicinarsi all’occidente e specialmente a Israele?

    2. I movimenti politici dissidenti sono in larga maggioranza confluiti in una costituente (fatta eccezione per il MEK). Monarchici, repubblicani, di destra o sinistra, lavorano per una democrazia secolare. L’orientamento è fortemente occidentalista e filo israeliano.

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