5 pensieri su “Intellettuali acrobati del circo equestre nazionale

  1. Forse in passato era un po’ diverso, ma ora a sinistra si ama un solo tipo di intellettuale: quello che conferma costantemente le tue certezze e letture del mondo e ti rassicura sul fatto che stai dalla parte giusta della storia.
    Non so se si possono chiamare intellettuali, ma quello che è certo, per come la vedo io, è che intellettuali così sono completamente inutili

  2. Ci sono poi le periodiche interviste del Corriere al lider maximo D’Alema in cui ci spiega con perentoria convinzione che l’Occidente è moralmente corrotto e irrecuperabile e bisogna guardare ad altri modelli sociali e culturali più vicini al popolo e ai suoi bisogni come fanno certe dittature ad est. Grazie a Phastidio.net per la triste notizia.

  3. molti dei “non” nominati sono o sono stati docenti universitari, alcuni di filosofia e storia. ma la filosofia e la storia da loro studiata e insegnata cosa ha trasmesso? e, se non ricordo male, uno di essi è stato pure un negazionista dello stalinismo. accetto volentieri controdeduzioni

  4. Mi verrebbe da dire, perché in questo minestrone ci sono anche alcune cose difendibili, che il mondo occidentale e delle democrazie liberali è l’unico plesso nel contesto politico globale in cui si possa essere anti-sistema. Per dirla in sintesi, in occidente puoi essere anti-occidentale. In oriente è impossibile essere anti-orientali. In estrema sintesi ancora, l’occidente è un sistema dinamico in cui molti stake holder tengono a far prevalere le proprie posizioni, il resto del mondo ha regimi che sono l’unico stake holder, magari per 30 anni o più. Quindi, se da un lato criticare se stessi è un nostro privilegio sistemico, non bisogna perdere di vista l’importanza di preservare questo privilegio. Per questo risulta incomprensibile quella parte della sinistra che pur di essere anti NATO è pro-Putin, ad esempio.

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