2 pensieri su “In ricordo di Massimo Bordin

  1. Massimo Bordin è insostituibile. Forse Carlo Romeo gli si avvicina come arguzia e disincanto, conditi da forza autenticamente democratica e senza moralismo di sorta. Mi manca con la sua tosse, la sua voce che già conteneva in sé l’umorismo romanesco tagliente. Grazie di tutto, Massimo.

  2. Bronzea e arrochita quella sua voce già lo rispecchiò ancora senza volto. Viziata da lieve rotacismo, viziata da accanito tabagismo divenne vizio assiduo e mattutino di molti Su Radio Radicale, che diresse, condusse Stampa e Regime. Emittente radiofonica più per accidente che per missione quella; tutt’altro che pedissequa rassegna orale della stampa quotidiana quest’altra. L’una irripetibile e ineguagliato pubblico servizio d’informazione permanente su mezzo secolo di storia politica nazionale; l’altra diuturna inchiesta, sull’esecutore e il mandante: la stampa, l’informazione e il regime, il potere. Sfrusciarono in quella rubrica mattutina le pagine delle testate nazionali sfogliate e incalzate dall’impeccabile prosodia del lettore. Sguarnite e assoggettate alla sapiente istuttoria del conduttore che coi suoi toni, le sue pause i suoi timbri sgomitolò e dipanò paziente, costante ma puntuale la trama dell’intreccio che legava, celata ma stringente, informazione e potere Ogni mattino risolvendo il caso come se niente ci fosse da dimostrare e limitandosi a mostrare quel groviglio maligno (mai sanato) che avviluppa il potere e perverte con l’informazione il regolare corso democratico Commemorandolo appena scomparso, l’ottimo Guido Vitiello ne coglieva un tratto peculiare segnalando la sua “indole schiva per rigore, quasi ruvida, che gli faceva scorgere in qualsiasi forma di vanità un viziaccio da fustigare” In un paese come questo in cui declamare in postura tribunizia è così schiettamente popolare ed in cui affettazione ed enfasi son virtuosismi stilistici dell’ordinario discorrere chi predilige defilarsi nel riserbo adombra sospetti e suscita sfiducia E sia! Ma se il fascismo è il culmine crudele del sentimentalismo sia allora benedetta proprio quell’attitudine che rappresenta il grado zero di fascistità

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