1 ha pensato a “In Iran si combatte una guerra per il mare, non per il nucleare

  1. Articolo esemplare per chiarezza e profondità di analisi nonché considerazioni, su cui concordo in toto. Ma l’aspetto emblematico è dato dal fatto che gli Stati Uniti sono cascati colle proprie mani in una trappola, nonostante l’Iran avesse iniziato a mettere a punto tale strategia tattico-operativa già ai tempi della guerra contro l’Irak di Saddam Hussein (vedi l’evento Jolly Rubino che ci interessò direttamente). Ovvero sottovalutando gravemente la capacità, sopratutto la volontà, iraniana di dar corso alle operazioni di interdizione. Una sottovalutazione gravida di conseguenze, in quanto precedente unico nella storia recente. E chissà se non verrà in mente a qualcun altro di imitare l’Iran in altri choke point nel mondo (cfr. Bab el Mandeb, ma non solo).
    Non secondario, poi, l’aspetto relativo all’adeguatezza di una blue navy quale la US Navy in ambiente littoral; un ambiente navale, al quale i Gruppi Portaerei si guardano bene dall’avvicinarsi.
    Un precedente, con conseguenze gravi e una messe di lessons learned, per le quali dovremmo ringraziare l’America. E che potrebbero essere sintetizzate in un “clamoroso autogol”. O no?

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