13 pensieri su “Impiccagioni, uranio e rave: come difendere una teocrazia e sentirsi morali”

  1. Ineccepibile Alessandra. Mi resta da capire come è possibile fermare questa deriva cui siamo arrivati. Come “neutralizzare” questi Influencer pagati, che vengono spacciati per giornalisti esperti. Come evitare questi racconti , del tipo: eh, ma è stata imprigionata in Iran, chi meglio di lei sa come realmente stanno le cose. Che meglio di lei può vantare l’onestà intellettuale per giudicare.

    1. Non ho strumenti per poter dire se si tratta di convinzioni, ideologia o altro. Il punto poi non è neutralizzare chi fa propaganda. Fa parte della libera informazione. Il punto è esserci così che si possa mostrare che si tratta di propaganda.

  2. Articolo davvero eccellente.
    PS: Per inciso, se Saddam non aveva armi chimiche – come sostengono quelli che sanno sempre tutto molto meglio degli altri – quei 5000 curdi morti asfissiati sono stati gassati dai marziani?

  3. Cara Alessandra mi viene da parafrasare Hannah Arendt: “La banalità della verità”
    Contro ogni mistificazione, keep going like this!

  4. Complimenti e grazie per l’ottima analisi (Iran che andrà a braccetto con Israele … perchè no ? In fondo basta leggere la storia di Ciro il grande) Lei insieme a Mariano Giustino fate un’opera meritoria per illustrare lo scempio che da decenni stanno facendo i tiranni e taglia gole al potere in Iran …

  5. Magnifico articolo, grazie. Testo base per chi vuole capire che cosa è l’onestà intellettuale, il coraggio delle idee basate su una conoscenza della storia di fronte a ignoranti rancorosi pieni di slogan di parte, lo stile impeccabile di chi sa scrivere di fronte ad analfabeti di ritorno che pubblicano non si sa perché.

  6. Brava, Alessandra!

    Fuori da ogni retorica desidero dirti che leggerti è un atto di resistenza alla rassegnazione, un respiro d’aria pulita in mezzo al fumo delle ipocrisie e delle voci ambigue che infestano il discorso pubblico.

    I tuoi articoli non si limitano a raccontare democrazia, libertà e coraggio: li incarnano.
    Con fierezza lucida, con rigore documentato e uno stile che affascina, illumina e smuove, riesci a spazzare via le lamentele interessate e la retorica vuota di partiti e individui schierati, anacronistici, talvolta vigliacchi, troppo spesso insensibili.

    La tua prosa è bellezza in movimento: ogni frase è cesellata con cura, ogni parola scelta con consapevolezza, ogni paragrafo capace di accendere riflessioni profonde e portare alla luce verità che troppi preferirebbero ignorare.
    Il tuo coraggio non è solo nel contenuto, ma anche nella forma: nella chiarezza disarmante, nella forza gentile della tua scrittura, nella libertà con cui guardi il mondo negli occhi.

    Grazie per essere voce limpida in tempi confusi: chi ti legge non resta mai uguale a prima.

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