

Con la scusa di dover combattere il calo demografico, negli ultimi anni il regime di Teheran ha sempre più spesso incentivato i matrimoni precoci anche per i minorenni, un fenomeno che era già di per sé assai diffuso: come riportato dal Centro Ricerca del parlamento iraniano, si stima che in Iran dal 2017 al 2022 siano stati contratti 184.000 matrimoni con ragazze al di sotto dei 15 anni di età.
Di recente, il fenomeno si è spinto anche oltre: Un’inchiesta del quotidiano riformista iraniano “Shargh” ha scoperto che una piattaforma di matchmaking autorizzata dalle autorità consente ai genitori di far sposare bambini di soli 13 anni, senza filtri per l’età né garanzie per la loro tutela.
La piattaforma
Il sito web, chiamato “Adam e Hava” (Adamo ed Eva), si presenta pubblicamente come un intermediario matrimoniale, consente agli utenti di aprire profili per sé stessi e per figli o parenti. I giornalisti di “Shargh” sono stati in grado di creare un profilo completo per una ragazza nata nel 2012 senza alcun limite di età o controllo per verificarne l’identità, dimostrando in tal modo che i minorenni possono essere elencati senza problemi come candidati per un matrimonio.
I profili esaminati nell’inchiesta dimostrano che gli utenti sotto i 18 anni sono concentrati nelle regioni più povere e svantaggiate del paese, dove i matrimoni precoci sono più comuni. Le ragazze compaiono più frequentemente nella fascia tra i 13 e i 16 anni, mentre i ragazzi sono presenti principalmente nella fascia tra i 16 e i 18 anni.
Il modulo di registrazione del sito include 80 domande che enfatizzano in particolare l’osservanza religiosa, le aspettative sul ruolo del proprio sesso, le posizioni politiche, le opinioni sull’hijab, il trucco e l’interazione sociale. Tuttavia, non include alcuna domanda sul consenso per un rapporto, sulla prontezza emotiva o sulla maturità psicologica dei minori.
Reazioni
Mohammad-Hossein Asghari, direttore esecutivo del sito, ha preso le difese della loro politica, giustificandola con il fatto che la legge iraniana impone di accettare utenti che rientrano nell’età minima legale per potersi sposare, anche se sono minorenni. “L’articolo 1041 del Codice civile fissa l’età per il matrimonio a 13 anni per le donne e a 15 anni per gli uomini”, ha affermato Asghari. “Da un punto di vista legale, siamo obbligati ad accettarne l’adesione, e non possiamo bloccare qualcuno che rientra nella fascia di età stabilita dalla legge”.
Ha aggiunto che circa 300.000 persone hanno tentato di registrarsi sul sito, con 70.000 profili attivi in quel momento a seguito di controlli di identità e uno screening psicologico. I minori di 15 anni, ha spiegato, devono avere un genitore che compili il modulo, e il personale del sito deve parlare direttamente con il bambino prima dell’approvazione.
Le posizioni del governo
Questo fenomeno è anche il frutto delle politiche della classe dirigente iraniana: secondo l’emittente “Iran International”, l’Ayatollah Ali Khamenei ha più volte promosso politiche per aumentare la natalità anche con matrimoni precoci. Per questo, nel 2021 il parlamento iraniano ha approvato la Legge per il Ringiovanimento della Popolazione e la Protezione della Famiglia, che impone delle sanzioni penali per coloro che ostacolano un matrimonio, anche se a contrarlo è una minorenne.
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