“Siete voi la speranza per un mondo migliore”, scrive l’ineffabile Carlo Rovelli. Si rivolge a quegli studenti che hanno impedito o cercato d’impedire di parlare a Maurizio Molinari, il direttore di Repubblica, al giornalista David Parenzo, alla giornalista Elisabetta Fiorito. A quegli studenti che hanno affermato pubblicamente che le mani del Rettore dell’università di Bologna erano “sporche di sangue” per non aver preso una posizione netta, nei mesi scorsi, a favore della popolazione della Striscia di Gaza. Parla d’ipocrisia e si rivolge a quelli che non hanno mosso un dito di fronte ai crimini commessi da regimi sanguinari che opprimono ogni giorno milioni di persone. A quelli che si ricordano di essere delle anime belle solo se ci sono da biasimare Israele e Stati Uniti. E sì, caro Rovelli, con Israele c’è eccome l’aggravante del pregiudizio antiebraico. C’è eccome una dolosa confusione tra ebraismo e il governo d’Israele. E solo un pervicace settarismo può deliberatamente ignorare che il pregiudizio ebraico sia una delle costanti più terribili della Storia. Persecuzione, Ghetti, pogrom fino al tentativo di sterminio finale della Shoah: questa è la storia della diaspora ebraica. E questo è il motivo per cui qualcuno ha deciso che era arrivato il momento di costituire uno stato ebraico che fosse capace di difendere gli ebrei da chi continuava e continua a volerli sterminare in quanto ebrei. E anche quando la condotta del governo d’Israele diventa biasimabile ed indifendibile – e quella di Netanyahu lo è – se non si fa neanche un vago cenno al pogrom del 7 ottobre, non si è credibili. E quando si nega che vi sia un problema di antisemitismo nell’odio assoluto ed unico nei confronti d’Israele si ci rivela per essere ipocriti e complici. Questa orrenda elegia del settarismo e dell’intolleranza resta una macchia indelebile e scrive un nuovo capitolo nella storia dei “cattivi maestri”.

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Rovelli fa parte di quel gruppo di vetero catto-comunisti che hanno da sempre spalleggiato la libertà e il diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese, sostenendo il non diritto all’esistenza di Israele, dimenticandosi le ragioni della sua nascita e la storia, sostenendo silenziosamente la lotta armata, cioè il terrorismo, oggi Hamas, come mezzo di ribellione all’attività della “lobby giudaica”; di fatto un antisemita perbene che vede i soprusi solo dove vuole lui.
Mi sembra fin troppo generoso !