3 pensieri su “Il “reset” del Green Deal non è la fine della politica climatica ma l’occasione di renderla realistica

  1. Nel Nord Italia e non solo ci sono già realtà consolidate su teleriscaldamento e termovalorizzatori. A Roma ci sono i soliti problemi di natura ideologica presso una parte della popolazione e altri legati alla criminalità organizzata con contatti nella politica.
    In più riprovare a ripensare la possibilità del nucleare. E’ costoso inizialmente, ci vuole tanto tempo per la costruzione e le relative misure di sicurezza, bisogna trovare una soluzione per le scorie radioattive ma ormai se vuoi abbattere le emissioni di gas serra e le polveri sottili direi che non c’è alternativa.
    Anche se, bisogna ribadirlo, l’Europa incide per una percentuale molto piccola per quanto riguarda le emissioni di gas serra e quindi la vera questione da risolvere è altrove.

  2. Argomento che riesce ancora ad appassionarmi.
    A tutte le possibilità descritte nell’articolo, che approvo incondizionatamente, aggiungerei il ritorno al nucleare. Purtroppo in questo campo l’Italia non potrà essere leader avendolo colpevolmente abbandonato 50 anni fa, ma possiamo recuperare.

  3. Concordo. Quando i cervelli con logica mentale conservatrice affrontano i problemi con una impostazione ideologica , i risultati sono sempre pessimi. Inoltre questo accade perché i conservatori non si affidano alla scienza e agli esperti progressisti. Il risultato è il fallimento e la regressione o addirittura la sconfessione di quello a cui si mirava.

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