3 pensieri su “Il punto di vista dei soldati russi ai festival di Venezia

  1. Questa volta vi sbagliate. Chi ha visto il documentario alla Mostra del Cinema ne ha apprezzato la grande libertà e coraggio nel cercare di raccontare quello che nessuno racconta: la vita di persone normali dentro un meccanismo infernale che non hanno scelto e di cui sono altrettanto vittime quanto la popolazione ucraina. Chi fa cinema non deve giudicare né ragionare per tesi preconcette ma raccontare le persone reali, con le loro contraddizioni, miserie, fragilità, che non hanno scelta, se non andare a rischiare la vita al fronte. Ma questo é un film molto più anti-Putin di tanti progetti di propaganda. Guardatelo, trovatelo e rimarrete sconvolti del mondo che ha descritto. Rischiando in prima persona. Raccontando certo un punto di vista. Che finora nessuno aveva raccontato con tanta emozione e crudeltà.

    1. Personalmente non credo che Russian at War sia un film anti-putin, altrimenti ci sarebbe stata, da parte della Kremlin Inc., una levata di scudi come accaduto per il film THE ANTIQUE. Altro motivo che mi porta a considerare il lavoro della Trofimova smaccatamente di parte (da che mondo è mondo, gli artisti e gli intellettuali si schierano politicamente e la russia non può certo fare eccezione) è l’affermazione della stessa regista che nega di aver visto o sentito di crimini di guerra perpetrati dai soldatini russi, come a voler negare i fatti di Bucha ma anche il criminale atto dei bombardamenti indiscriminati contro la popolazione ucraina o ancora il ratto dei bambini ucraini ad opera di poveri soldatini russi, magari attori secondari di un copione scritto dai vertici della Kremlin Inc, ma non per questo meno colpevoli. Dal mio modestissimo punto di vista, in una situazione incancrenita dall’odio e dal desiderio di rivalsa di putin e dei suoi accoliti, se non sei contro putin se a favore e quindi non posso accettarlo, né che tu sia un muratore o un esponente della settima arte.

    2. Nessuno pone sullo stesso piano gli ucraini invasi e bombardati e i russi. Ma sostentere che i soldati russi sono tutti volontari e li per soldi é una semplificazione che non tiene in considerazione come delle persone normali si possano trovare dentro conflitti che non gli appartengono, per influenze, ignoranza, paura, povertà e tanti altri motivi. Ma ignorare che una buona parte delle vittime di questa guerra siano i soldati russi rischia di non cogliere la gravità del massacro doppio che sta compiendo Putin. Se riuscirete a vedere il documentario scoprirete la povertà e miseria dell’esercito russo, con armi di 30 anni fa bombe che gli auto esplodono addosso, in definitiva tutto il contrario dell’immagine da grande potenza che la Russia vorrebbe dare di sé stessa. Purtroppo parlare senza aver visto o per tesi e preconcetti non aiuta a capire che il cinema può raccontare delle storie, di esseri umani in condizioni anche terribili, ma non può mai essere esaustivo di tutti i punti di vista. Ma mentre abbiamo già diversi film sulla resistenza Ucraina questo é il primo e forse unico che prova a raccontare i soldati russi. E alcuni di loro moriranno davanti agli occhi dei loro amici commilitoni. Tutto il contrario della retorica putiniana…

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