2 pensieri su “Il principe Pahlavi, i consiglieri sospetti e il crollo della fiducia in Iran

  1. Concordo con il lettore -thoroughlypirate- e aggiungo che ricorrere a figuri del passato non garantisce assolutamente capacità politica (coagulare le diverse opposizioni iraniane) e tantomeno non è garanzia di saper guidare una nazione. Al contrario se a prendere per mano le sorti del paese fossero figure nuove, giovani e per nulla intrecciate con il regime teocratico, potrebbero tenere unito il paese, al netto di inesperienza nella gestione di uno stato.

  2. io penso che la figura dello Scià sia morta e sepolta. Impossibile che un popolo giovane come quello iraniano si rivolga ad una figura del passato. Una figura fortemente compromessa peraltro. Non servono gli errori attuali, bastano quelli antichi. Un pò come se a Cuba si volesse restaurare il regime pre-comunista: la pur potente lobby dei cubani espatriati non ce la farà mai, i cubani in patria non lo permetterebbero a costo di morire di fame. Capisco la tattica di cercare una figura transitoria intorno alla quale coagulare il dissenso, ma come si vede non può funzionare e non funziona. Ci vuole gente nuova!

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