5 pensieri su “Il Ponte sullo stretto e l’antica diffidenza dei siciliani per lo Stato”

  1. Non concordo. È proprio l’analisi scientifica e razionale a bocciare quest’ opera. Non perché sia di per sé sbagliata, ma perché è come voler costruire una casa cominciando dal tetto. In Sicilia e in Calabria l’infrastruttura della mobilità ferroviaria e stradale è sotto i minimi sindacali, un ponte moderno che collega due sistemi dissestati è un semplice errore strategico, una cattedrale nel deserto. Aggiungo che si mette mano, sborsando una penale di settecentomila euro, e affidandosi a una società nota per crolli e fallimenti, a un vecchio progetto superato dai recenti accertamenti geologici, visto che il ponte attraversa una faglia importante tra due continenti già oggetto di un maremoto poco più di un secolo fa, non è un fatto banale. Infine il fatto di voler allentare per decreto i controlli antimafia nell’opera più grande mai presentata nei territori della ndrangheta e di cosa nostra non è rassicurante, prevedo un’opera non finita tra 40 anni che sarà costata 40 volte il preventivo iniziale.

    1. Buongiorno Claudio.
      Le segnalo che i lavori propedeutici allo sviluppo delle connessioni viarie del Ponte sono in corso in Sicila e Calabria con 30 miliardi di cantieri già avviati, tra cui il raddoppio della linea ferrata Pa-Ct-Me e il completamento di autostrade come Ragisa_Ct e Pa_Me più altre interne.
      E su questo sono state fatte diverse e approfondite analisi economiche e sociologiche, cioè “scientifiche razionali” come dice lei.
      Inoltre il Ponte già di per sé è un elemento di enorme sviluppo a prescindere dal sistema viario locale.
      Ma comunque non indago su questo nel mio articolo ma di ben altro.
      Spesso la diffidenza non è solamente una questione atavica.

      1. quanto al rischio sismico, il progetto è stato esaminato e approvato anche dal pool di ingegneri giapponesi che hanno costruito il ponte di Akashi, uno dei più lunghi al mondo montato in una delle zone più ballerine del pianeta, che in oltre vent’anni di attività non ha fatto una grinza….questo ovviamente non assicura sulla perfezione del risultato, che dipende da molteplici fattori, ma il progetto in sé ha senso eccome, soprattutto se accompagnato da un potenziamento stradale e ferroviario che forse si riuscirà finalmente a completare, dopo decenni di sprechi e abusi

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