

Censura! Una misteriosa telefonata “politica”! E altri complotti. Sta di fatto che No Other Land, il documentario di Masafer Yatta, vincitore dell’Oscar 2025 e incentrato sulla vita dei palestinesi in Cisgiordania, non andrà in onda sulla Rai in prima serata.
Qual era la data scelta per la messa in onda? Il 7 ottobre 2025, secondo anniversario del massacro di Hamas ai danni di 1200 israeliani più il rapimento di 250 persone.
Onestamente la scelta della Rai di mandare in onda No Other Land proprio il 7 ottobre non stupisce neanche più. La propaganda palestinese ha plasmato la narrazione del conflitto israelo-palestinese al punto tale da rendere scontato che ogni racconto “canonico” deve rappresentare sempre gli israeliani come oppressori e i palestinesi come vittime.
Naturalmente non si contesta il diritto di programmare quel documentario. E da queste parti, a dirla tutta, non siamo dei grandi tifosi degli insediamenti dei coloni in Cisgiordania, luogo in cui quel documentario è incentrato.
Ma mandarlo in onda in prima serata proprio il 7 ottobre cos’è se non l’ennesimo deliberato tentativo di contestualizzare il pogrom di Hamas? Per cui i palestinesi hanno sempre il diritto di ribellarsi — anche con la violenza, anche bruciando persone vive, anche con gli stupri, anche con le mutilazioni sessuali, anche… — mentre Israele non ha mai il diritto di difendersi senza essere accusato di “sproporzione”, “colonialismo” fino alla bestemmia del “genocidio”.
Rischiamo di risultare maliziosi se riteniamo che qualcuno alla Rai ha pensato di bene di buttare altra benzina sul fuoco dell’odio antisraeliano come se già non divampasse in ogni luogo?
Nella ricorrenza del giorno in cui il maggior numero di ebrei è stato ucciso dai tempi della Shoah, in un giorno che è ancora una ferita aperta e profondissima e che resterà scolpito nella memoria, qualcuno decide di mandare in onda un documentario che parla di demolizioni, occupazioni e resistenza palestinese in Cisgiordania?
E allora il prossimo 27 gennaio, l’ipocritissima Giornata della Memoria della Shoah, perché non mandare un bel documentario sul Mercante di Venezia, l’usuraio Shylock? Ma sì che in fondo questi ebrei tutte quelle persecuzioni un po’ se le sono meritate.
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La narrazione che si sta portando avanti è chiara: i palestinesi non hanno e non hanno mai avuto responsabilità dell’attuale situazione e gli israeliani reagiscono con troppa forza e vogliono prendersi il resto dei territori.
Fa sorridere poi che venga portata avanti anche da quei Paesi come l’Italia che hanno pagato sul campo e nella perdita di territori i propri desideri di conquista e in un certo senso non ha ancora fatto pace con le sue colpe e responsabilità. Meglio dire che fa comodo ignorarle.
Bravo Filippo, mi hai strappato le parole dalla penna. Il tuo, nostro, é ” il giornale che non c’era”. Continuiamo così.
Grazie Tullio