
“Editori de La Luce annuncia con orgoglio la pubblicazione di “Le Spine e il Garofano”, un romanzo a sfondo autobiografico scritto da Yahya Sinwar, figura emblematica della resistenza palestinese e leader di Hamas fino alla sua morte in combattimento nel 2023.”
Con questo frontespizio Editori de La Luce annuncia in un post datato 18 dicembre 2024 la pubblicazione del libro autobiografico di Yahya Sinwar, “Il macellaio di Khan Yunis”, sanguinario e spietato leader terrorista palestinese ritenuto la mente dietro all’eccidio del 7 ottobre 2023.
La casa editrice è guidata dai fondatori, i fratelli Davide e Gabriele Piccardo, figli di Roberto Hamza Piccardo. Piccardo padre è un italiano convertitosi all’Islam nel 1975 e co-fondatore dell’Ucoii, l’unione delle comunità islamiche in Italia di cui è stato anche segretario nazionale. Dai suoi canali social Piccardo manifesta chiaramente il suo pieno appoggio alla causa palestinese, nessuna condanna dell’atto terroristico del 7/10/23 dichiarandosi anti-sionista.
Il maggiore dei suoi cinque figli Davide, è invece il direttore editoriale di Editori La Luce ed è anche lui un elemento di spicco della comunità musulmana italiana. A La Zanzara, nel novembre del 2023, mentre infuriavano i combattimenti nella Striscia di Gaza, abbandona lo studio dopo una lite con David Parenzo che gli contestava la partecipazione a una manifestazione pro Palestina dove negava che Hamas fosse un’organizzazione terrorista e chiamava l’eccidio del 7/10/23 “resistenza”. Nella stessa occasione ha giudicato Israele uno stato criminale e terrorista che sta commettendo un genocidio.
Ma Davide Piccardo è stato anche coordinatore delle moschee di Milano, Monza e Brianza all’epoca della rottura con la Comunità ebraica causata dall’invito fatto allo sceicco Ryiad Al-Bustanji, alfiere della rete filo Hamas in Italia nonché amico di Mohammad Hannoun (quello che ha ricevuto il foglio di via dalla città di Milano per istigazione all’odio e alla violenza) di guidare la preghiera di chiusura del Ramadan.
Al-Bustanji ha spesso elogiato l’idea dei “martiri bambini” palestinesi e in generale del martirio dei musulmani per la Palestina mentre partecipava regolarmente alle preghiere del venerdì in diverse città italiane, per esempio presso la moschea Omar di Torino e il Palasharp a Milano. Tanto da essere oggetto, proprio per queste attività di apologia del terrorismo, di un’interrogazione parlamentare alla Commissione Europea 3 anni fa a opera di diversi parlamentari tra cui gli italiani Picierno, Calenda e Fidanza.
L’obiettivo dichiarato di Hannoun di “lavorare in ambiti civili per far progredire le ideologie islamiste” è invece pienamente in linea con la strategia dell’organizzazione sunnita di al-I?w?n al-Muslim?n o Fratelli Musulmani (fonte ideologica di Hamas) che enfatizza la Da’wah cioè la propaganda o predicazione dell’Islam e l’uso di servizi comunitari per diffondere l’ideologia islamista tra le masse. Per farlo, tra le varie associazioni a cui ha dato vita Hannoun, quelle più attive risultano essere l’Associazione Benefica di Solidarietà con il Popolo Palestinese (ABSPP) fondata a Genova nel 1994 e l’Associazione dei Palestinesi in Italia (API) nel 2008. Entrambe contengono nel loro simbolo la regione palestinese “dal fiume al mare” (senza quindi la presenza dello stato ebraico), giusto per rimarcare gli obiettivi ideologici delle due associazioni.
Nell’ottobre 2023 la ABSPP è stata inserita dal Dipartimento del Tesoro americano nella blacklist delle sanzioni per finanziamenti all’ala militare di Hamas, pare di oltre quattro milioni di dollari nell’arco di dieci anni. Mentre l’API è promotore di tutte e manifestazioni e le proteste pro Palestina.
A queste due associazioni si unisce Info Pal, il braccio mediatico dell’universo islamista di Hannoun e partner giornalistico di Quds Press, agenzia di stampa con sede in Gran Bretagna che “promuove informazioni da e interviste con ufficiali di Hamas, comunicati di Hamas, della Jihad islamica palestinese e di altre organizzazioni e individui definiti da Israele come affiliati di Hamas”.
Un report del think thank europeo Elnet sottolinea come Info Pal “promuova liberamente l’ideologia di Hamas e false informazioni su Israele e sulla situazione a Gaza, descrivendo al contempo il proprio lavoro come Palestinian-Italian News”.
Ora, alla luce di un quadro quantomeno ideologico e di intenti molto più ampio della semplice pubblicazione di un libro dalla copertina evocativa, non è aberrante che associazioni e ONG vengano lasciate libere di raccogliere fondi per sostenere il terrorismo palestinese chiamandolo “resistenza” e negando l’eccidio israeliano del 7/10/23?
Non è deviante pubblicare in italiano il libro (vietato in molti paesi occidentali) di un terrorista spietato e sanguinario come Yahya Sinwar promuovendone l’ideologia alla stregua di un Mein Kampf in salsa mediorientale?
Non è quantomeno anomalo lasciare che sedicenti “organi di informazione alternativa” facciano aperta e palese disinformazione a favore di una visione poetica ma distorta del martirio, del terrorismo e dell’antisemitismo?
E soprattutto non è assolutamente immorale che lo facciano con il sostegno, diretto o indiretto, di una certa parte politica e istituzionale che non ne ha mai preso veramente le distanze ma che anzi li ha blanditi in cambio di facili consensi?
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