3 pensieri su “Il Giorno della Memoria regalateci il vostro silenzio”

  1. Il giorno della memoria preso inizialmente per un sincero atto di coscienza della storia dell’umanità, mi ha visto più volte impegnarmi in incontri con studenti per raccontare, spiegare, capire insieme, ma ho sempre visto immancabilmente affiorate anche se silenziosa, un’aurea di diffidenza e a volte di indifferenza, preludio di un antisemitismo latente che fin dai primi anni duemila ho visto prender forma in un appoggio incondizionato alla causa Palestinese. Inizialmente ho pensato ad una scelta di campo perorata da un certo modo acerbo di esser di sinistra, poi ho compreso che l’antisionismo che emergeva non era prodotto da mancanza di conoscenza o distorsione della storia ma il sintomo di una malattia endemica ben più grave. Queste persone rifiutavano a monte di comprendere, prendevano atto della realtà storica ma non giudicavano negativamente la Shoa, non empatizzavano per il popolo ebraico, non ritenevano utile commemorare. Così il 27 gennaio si è trasformato in una giornata in cui nelle scuole al più veniva proposto un film sull’argomento, una prassi inutile che come tutte le imposizioni ha prodotto sempre più insofferenza facendo dilagare il contagio di un vecchio antisemitismo con nuove rinforzate motivazioni.

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