2 pensieri su “Il fiume di denaro finito nelle casse dell’UNRWA, una scuola di formazione all’odio

  1. Ritengo necessaria una precisazione: “i discendenti dei cosiddetti profughi”. Per tutte le altre popolazioni profugo è chi ha dovuto lasciare il posto in cui è nato e vissuto; per i palestinesi profugo è chi è vissuto – o ha dichiarato di essere vissuto, dato che non esistono documenti – nella Palestina mandataria per due anni prima della nascita di Israele. Di conseguenza oltre agli arabi arrivati dai Paesi circostanti quando i pionieri ebrei hanno cominciato a costruire strutture e infrastrutture che hanno reso la vita nella zona decisamente migliore che nei Paesi di origine, rientrano nel numero dei “profughi” anche tutti quelli arrivati negli ultimissimi anni, e tutti i pendolari che, finita la stagione, sono semplicemente tornati a casa loro, tutti quelli che dal territorio destinato allo stato di Israele si sono spostati in Giudea e Samaria, cioè di qualche chilometro, restando fra la propria gente e con la propria lingua, e che sono andati a occupare le proprietà dalle quali gli occupanti giordani avevano cacciato gli ebrei (quelli che poi nel ’67 sono tornati a casa loro e da quel momento sono diventati “coloni”). E va ricordata anche la consistente documentazione degli appelli dei capi arabi affinché lasciassero le loro case, e di quelli delle autorità ebraiche affinché restassero per costruire il Palese insieme. I discendenti di quelli che hanno scelto di restare sono i due milioni e passa di arabi israeliani che godono degli stessi diritti degli ebrei israeliani, gli altri sono i cosiddetti profughi, unici al mondo per i quali lo status di profugo è ereditario e rimangono quindi profughi anche i figli nipoti pronipoti, criterio specificamente stabilito affinché la condizione di profugo diventi perpetua. Con i criteri che volgono per tutti gli altri popoli, i profughi veri non sono più di 2-3 centinaia di migliaia, e quelli attuali sono gli unici ancora vivi dopo 77 anni, ossia non più di qualche migliaio.

  2. Le risposte più comuni sono che si tratta di casi isolati e non riguarda l’intera struttura dell’agenzia Onu. Poi certe evidenze arrivano da fonti vicine ad Israele come UN Watch e quindi ritenute di parte da coloro che giustificano e difendono la causa di Hamas e dei palestinesi.

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