

Mi sia consentito tornare sulla squallida pièce televisiva andata in onda nel prime time di sabato scorso sul Nove “Accordi e Disaccordi”. Una sceneggiata vergognosa contro Carlo Calenda, che pure si è difeso con coraggio e con robusti argomenti, quando il leader di Azione ha osato definire Alessandro Orsini un “propagandista russo”. A questo punto, si è scatenato l’inferno: Marco Travaglio (spalleggiato in studio da un personaggio assai improbabile) lo ha accusato di essere un calunniatore, insieme ad altri epiteti -per usare un eufemismo- decisamente irriguardosi.
Infatti, come ha osato screditare impunemente il suo pupillo, che “sull’Ucraina le ha azzeccate tutte”? E per giunta in sua assenza? Tutto molto divertente. Perché la penna più spiritosa d’Italia, come tutti sanno, non si è mai sognata di insultare con un turpiloquio da osteria, nei suoi editoriali come nel talk show in cui è riverito mattatore senza contraddittorio, persone sempre lontane centinaia e anche migliaia di chilometri (da Renzi a Draghi, da Zelenky a Biden, per fare solo qualche nome noto di una lista interminabile).
Del resto, si sa, il direttore del Fatto Quotidiano è un modello di “dolce stil novo” e di tolleranza intellettuale. È un direttore che non ha mai denigrato o dileggiato nessuno. Si è solo esercitato, con ottimi risultati (non per lui, ma per quanti lo hanno querelato), nella nobile arte della diffamazione.
Concludo. Anche questa volta, insieme al suo classico repertorio di fake news sulla guerra russo-ucraina, il mentore di Giuseppe Conte ha ribadito la madre di tutte le sue menzogne. Si tratta, rifacendosi a un articolo apparso sulla rivista americana Foreign Affairs il 16 aprile 2024, della vecchia storiella degli occidentali che avrebbero sabotato la pace a portata di mano già poche settimane dopo l’invasione del Donbas. Calenda gli ha replicato che è una fandonia, e l’ha invitato a una lettura congiunta del testo originale in inglese.
Poiché credo che il Nostro non accetterà mai questo invito, allego il link di quel testo per i lettori che hanno ancora dei dubbi. Mi preme solo sottolineare, per chi magari non ha dimestichezza con l’inglese (a differenza di Travaglio, che ha detto di conoscerlo), il suo passo cruciale che recita: “Still, the claim that the West forced Ukraine to back out of the talks with Russia is baseless” (“Tuttavia, l’affermazione secondo cui l’Occidente abbia costretto l’Ucraina a tirarsi indietro dai colloqui con la Russia è infondata”).
Poscritto: nel giugno 2024 il The New York Times ha pubblicato la documentazione che narra in modo ancora più dettagliato le trattative tra Russia e Ucraina a Istanbul, poi fallite. Se necessario per la buona causa della verità, che non non abita nella romana Via di Sant’Erasmo, mi riservo di postare anche quella. Buona Lettura.
https://www.foreignaffairs.com/ukraine/talks-could-have-ended-war-ukraine
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Ho ammirato Calenda per la passione e il coraggio, però penso che sarebbe meglio non prestarsi a confronti che servono solo a dare visibilità ai mentitori seriali.
i propagandisti della cosca putiniana del FattoQ imperversano su tutte le reti tv La7 nove rai e mediaset…un asset russo che andrebbe indagato… ma essendo in combutta con le procure…
Travaglio è come Robespierre!