4 pensieri su “Il diritto conteso: Israele, la guerra, i territori e il principio di reciprocità”

  1. Credo che sia necessario distinguere tra le dichiarazioni ufficiali, che nel caso dell’ANP devono, oggi come nel 1988, tener conto della realtà complessa che rappresentano, e la reale disponibilità può volte lasciata intravedere, anche se non troppo esplicitamente, dinpoter addivenire a un mutuo riconoscimento con Israele. In certe trattative la politica impone da sempre strategie ambigue per non lasciare campo libero a posizioni ben più oltranziste. Lo fanno abitualmente i partiti che ambiscono ad assumere una leadership, anche in Europa e anche in Italia. Non tutti i contesti storici e geopolitici sono purtroppo favorevoli ad assumere impegni troppo espliciti. Sono convinto che finché un territorio sarà sotto il pieno controllo di Hamas questo scenario non potrà cambiare, ma che potrebbe invece cambiare, e in un senso decisamente favorevole a una ripresa di un processo che potrebbe portare a una pace duratura, se Hamas fosse sconfitto e non non avesse più il controllo di Gaza.

  2. Una precisazione: nel 1988 l’OLP, per bocca del mentitore seriale Arafat, HA DETTO che avrebbe cancellato gli articoli che invocavano la distruzione di Israele, ma non lo ha mai fatto. La costituzione di al-Fatah, che rappresenta la principale frazione dell’OLP, che è a sua volta la base dell’ANP, contiene tuttora tutti gli articoli che prevedono la distruzione di Israele come obiettivo primario e irrinunciabile, come tutti possono verificare, dato che essa è reperibile in rete in inglese. E non basta: scavando oltre si scopre che anche per Arafat, come per hamas, l’obiettivo reale non è affatto lo stato di Palestina – che potrebbero avere fin dal 1937 con la Commissione Peel, se l’obiettivo fosse quello – bensì il grande califfato, come dichiara apertamente, in un inglese stentato ma comprensibile, in questo raro video:
    https://youtu.be/O8DG56K8hTY

  3. Ottimo, preciso, utile. Che vuoi di più? Nessun’altro giornale pubblica un articolo del genere. InOltre: il giornale che non c’era.

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