

Si è conclusa a Roma la due giorni di Casa Europa – Il Congresso degli europeisti, svoltasi il 29 e 30 novembre, un appuntamento che ha riunito circa trecento partecipanti, di cui duecentocinquanta presenti fisicamente, confermandosi un punto di riferimento per il pensiero federalista e per tutti coloro che vedono nell’Unione una casa politica ancora incompiuta. Promosso da L’Europeista, Europa Radicale, Avanguardia e Comitato Ventotene, il congresso ha visto avvicendarsi decine di ospiti e congressisti iscritti a parlare, accomunati dalla convinzione che, oggi più che mai, l’Europa debba compiere un salto storico verso una piena integrazione politica.
Fra gli interventi, quelli di Pina Picierno, Marco Lombardo, Filippo Sensi, Sandro Gozi, Roberto Castaldi e Simone Leoni, insieme alle voci di parlamentari, studiosi ed esponenti del mondo dell’attivismo civico. Un’attenzione particolare è stata riservata alla presenza di Oles Horodetskyy, presidente onorario dell’assise, che ha accettato di presiedere i lavori a testimonianza dell’indissolubile legame tra l’Europa e il destino dell’Ucraina .
Il filo rosso: Federazione europea e sostegno all’Ucraina
Tutti gli interventi hanno converso su un punto chiave: l’Europa non può più permettersi immobilismi, né tantomeno la vulnerabilità prodotta da un sistema decisionale fondato sull’unanimità. La sfida russa – ripetutamente evocata dagli ospiti – non è solo un’aggressione militare a un Paese sovrano, ma un attacco alla democrazia europea nel suo complesso. Per questo, è stato ribadito, la difesa dell’Ucraina equivale alla difesa dell’intero continente.
Il congresso ha dedicato una parte significativa dei lavori all’analisi dei limiti strutturali dell’Unione: dal diritto di veto alle carenze nella governance della sicurezza, dalla difficoltà nel comunicare con i cittadini alle interferenze ibride che minano la fiducia nelle istituzioni europee. Temi approfonditi anche grazie ai mesi di preparazione affidati alle tre commissioni tematiche Fondamenta Europa, Muri Europa e Tetto Europa, impegnate a definire un quadro strategico di riforme e proposte concrete, riprese nella Mozione generale.

La fase congressuale: una mozione generale e cinque mozioni particolari
Il momento culminante della due giorni è stato il voto finale: la platea dei congressisti ha approvato una Mozione generale e cinque mozioni particolari che rappresentano un vero programma politico europeista per i prossimi anni. Il testo votato esprime un giudizio netto: senza un processo costituente che superi definitivamente la logica intergovernativa, l’Unione rimarrà incompiuta e quindi fragile.
Fra i punti più rilevanti, il congresso:
- chiede alla Presidente del Parlamento europeo di inaugurare una nuova fase costituente che porti alla creazione degli Stati Uniti d’Europa, dotati di una politica estera, una difesa e istituzioni federali;
- invita parlamentari e rappresentanti degli enti locali italiani ed europei a promuovere nei rispettivi parlamenti l’attivazione formale di tale processo;
- indica come priorità assoluta il superamento del diritto di veto, proponendo l’uso della “clausola passerella” come misura transitoria;
- promuove un dialogo stabile con parlamentari, associazioni e gruppi federalisti per costruire alleanze transnazionali;
- sostiene la creazione di un collegio elettorale europeo e la presenza dei simboli dei partiti europei sulle schede elettorali di tutti gli Stati membri;
- propone l’istituzione di uno Scudo Democratico Europeo, capace di difendere fisicamente e cognitivamente le democrazie dai tentativi di interferenza;
- ribadisce il riconoscimento della cittadinanza europea autonoma, con diritti esercitabili direttamente dai cittadini nei confronti dell’Unione.
Particolarmente innovativa è la piattaforma economica: una strategia “accelerazionista” per l’innovazione, pensata per permettere all’Europa di competere globalmente attraverso nuovi mercati comuni, riforme fiscali a sostegno dell’innovazione e un regime normativo e fiscale unico per startup e scaleup del mercato unico.
Non è mancato un riferimento esplicito alla lotta contro la propaganda russa, con la proposta di rimuovere dai libri di testo ogni traccia di narrazione ostile al progetto europeo.
La difesa comune: verso una “ventottesima legione”
Nella sezione dedicata alla difesa comune, la mozione approvata formula richieste chiare. Da un lato sollecita il Governo italiano ad aderire pienamente al Trattato istitutivo dell’Eurocorpo; dall’altro sostiene la nascita di un comando militare europeo integrato, nell’ambito di una nuova iniziativa PESCO, coordinata ma autonoma rispetto alla NATO.
Non è mancata la proposta per una “ventottesima legione europea”, unità multinazionale addestrata secondo standard comuni, alle dipendenze della Commissione europea. Un embrione di esercito comune capace di interventi rapidi, pensato non come sostituzione delle forze nazionali, ma come nucleo interoperabile di un futuro sistema di difesa unico.
L’Europa che nasce dai territori
Una parte sostanziale dell’impegno finale riguarda i territori: il congresso sottolinea come l’Europa si costruisca nelle città, nei comuni, nei luoghi di partecipazione civica più che nelle capitali nazionali. Per questo, ogni associazione aderente è invitata a promuovere:
- iniziative locali sullo Scudo Democratico Europeo, soprattutto nelle scuole e nelle università;
- una mozione-tipo per i Consigli comunali, con l’obiettivo di ottenere almeno 500 delibere a favore della Costituente europea;
- un tavolo tecnico per una proposta di legge costituzionale volta a indire un referendum consultivo sulla cittadinanza europea autonoma.
Accanto alle riforme istituzionali, nasce anche l’iniziativa “Un’ambulanza e un drone”, promossa dal Presidente del congresso Oles Horodetskyy, campagna di raccolta fondi destinata a fornire mezzi di soccorso e sistemi di sicurezza alle comunità ucraine.
Il messaggio finale della due giorni è un appello urgente e semplice: Che l’Europa si desti.
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