5 pensieri su “Il caso Pizzaballa e il riflesso condizionato dell’informazione italiana

  1. Giorgia Meloni l’ha fatta proprio fuori dal vaso (l’aveva già fatto una volta (o “almeno” una volta, quando sono stati coinvolti quelli dell’UNIFIL) con queste scomposte e sgangherate reazioni senza neppure prendersi la briga di sentire tutte le campane e come se, oltretutto, l’Italia avesse qualcosa da dire su una questione che riguarderebbe, in ogni caso, i rapporti Israele-Vaticano.

  2. Trovo che la questione includa altri fattori non secondari: 1) il sospetto che si tratti di una sorta di “vendetta” delle autorità israeliane per le posizioni del cardinale, mossa che onestamente mi parrebbe diplomaticamente poco astuta, quantomeno, perciò improbabile 2) il fatto che di fronte all’eccidio di tanti civili innocenti coinvolti nel conflitto, per la stampa italiana la presunta “offesa” religiosa sia una questione di primo piano, quando invece, e qui Pizzaballa ha almeno mantenuto posizioni “cristiane” incentrate sulla misericordia, il primo problema è sensibilmente più rilevante. Infatti, pur riconoscendo il diritto di Israele a difendersi dall’accerchiamento filo-iraniano, a lungo sottovalutato e sicuramente esistenziale, il prezzo in termini di vittime civili di due anni di operazioni militari è difficilmente accettabile. E mette Israele in una posizione moralmente discutibile.

    1. Per quanto riguarda il numero di vittime civili si parla di stime e non pienamente verificabili data ancora la presenza di Hamas a Gaza.
      E’ difficile poi fare una distinzione tra civili e miliziani, siccome quest’ultimi spesso non indossano divise identificabili e mostrine di riconoscimento.
      Se prendessimo poi per buone le stime delle vittime (discutibili, considerando la fonte di provenienza e cioè Hamas), la maggior parte sembrerebbe appartenere a miliziani di Hamas e componenti di famiglia o collaboratori più stretti, in base ad altre stime dell’esercito israeliano.

    2. Hamas ha ammesso che sta pagando lo stipendio a 50.000 vedove di combattenti uccisi nei due anni di guerra, e consideriamo che non tutti i combattenti hanno lasciato una vedova. Quindi, anche ammesso che i morti siano i 70.000 dichiarati da hamas, e ricordando che vengono messi in conto a Israele anche quelli ammazzati da loro,
      Domanda N°1: quanti sono effettivamente i “civili innocenti” genocidati dai perfidi giudei?
      Domanda N° 2: chi è stato a coinvolgere i civili nel conflitto?
      Domanda N° 3: il signor Pizzaballa che ha mantenuto nobili posizioni cristiane incentrate sulla misericordia, risulta essersi preoccupato per i cristiani israeliani colpiti dagli sgozzaebrei suoi amici e protetti? E la cristiana misericordia non dovrebbe estendersi a tutte le creature di Dio e non solo a una parte?

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