10 pensieri su “Il branco, i genitori e l’ebreo assassino

  1. Complimenti per l’acuta analisi del metodo goebbelsiano, che torna purtroppo ad essere attuale. InOltre è una testata fondamentale in questo momento buio delle vicende mondiali.

  2. InOltre, con poche altre testate, offre informazione corretta e onesta, ma temo non riesca bucare la bolla propal. Siamo inermi nel contrastare il main stream? Cosa si può fare di più per educare le coscienze?
    Grazie infinite comunque per quello che fate.

  3. Da diverso tempo sto tentando, con le persone con le quali entro in contatto, di spiegare a chi mi dice “eh.. con quello che stanno facendo a Gaza”, che un Ebreo di Montreal, di Lodi, di Milano o Parigi non c’entra un emerito **** con la politica militare di Israele, ma mi sto rendendo conto che neanche di fronte ad una semplice evidenza come questa l’atteggiamento non muta. Quindi, il dramma, è constatare che il pregiudizio antiebraico è veramente di nuovo diffuso e profondo. Probabilmente, più ci allontaniamo, nel tempo, dalla sciagura della Shoah (che ha, per un po’, squarciato le coscienze di molti), più riaffiora il vecchio, terribile demone dell’antisemitismo. E’ una situazione veramente dura, a cui bisogna necessariamente far fronte nel modo più serio, impegnato e costante; quindi ringrazio Inoltre per tenere aperta l’attenzione su questo buco nero della memoria collettiva e… passo ad offrire un caffè 😉 . Grazie ancora

  4. Sembra essere sfuggito all’esimio signor Sparaciari un piccolo e sicuramente insignificante dettaglio: su quell’aereo, di cui “stavano mettendo a rischio la sicurezza”, c’erano anche loro…
    A parte questo, secondo la testimonianza di altri passeggeri, nessuno dei ragazzi ha messo in atto comportamenti problematici.
    A parte anche questo, il paragone con Goebbels vale solo fino a un certo punto: quello era un criminale, però intelligente.

    1. Orribile. Indegno. Se esistesse un ordine dei giornalisti dotato di dignità professionale, questo soggetto non dovrebbe più scrivere.

  5. Se i (sedicenti) giornalisti sanno che nelle loro redazioni, e tra lettori storditi dall’ignoranza, si può impunemente dire ‘l’ebreo ha ucciso’, facendo dell’ebreo una categoria del Male, figurati quanti scrupoli si fa un pennivendolo ad associare un gruppo di ragazzi ebrei a un bersaglio.

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