L’arbitrario monopolio dell’antifascismo e della Resistenza da parte dei comunisti più settari è una delle tante iniquità che costellano la loro storia e cominciò quando la Resistenza era ancora in atto. Non è un mistero che per costoro la Resistenza al nazifascismo s’inquadrava in un obiettivo più ampio e molti di questi mal digerirono “la svolta di Salerno” imposta da Togliatti su impulso di Stalin. Quel settarismo è oggi più vivo che mai e purtroppo mancano leader autorevoli e temprati capaci di frenarlo nelle sue manifestazioni più virulente. Non è tanto l’ostracismo nei confronti di chi non si è mai assoggettato a quel monopolio abusivo ma le motivazioni storiche che lo vorrebbero giustificare che sono risibili. Come risibile e oltraggioso è il tentativo di cercare delle motivazioni storiche per espellere gli ebrei della Brigata ebraica da una festa che ricorda la liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Di quanta ferocia bisogna essere dotati per cacciare via gli ebrei da una festa come quella? Che cosa dovrei dire a mio nonno, se fosse ancora vivo, che si nascondeva condividendo un appartamento con un ufficiale dell’esercito italiano, con le armi nascoste sotto il letto? No caro nonno tu non puoi sfilare perché sei ebreo e gli ebrei italiani non hanno diritto a festeggiare il 25 aprile.
E al di là di questo a me sembra che il dibattito pubblico italiano, nelle tv, nei social, in alcuni giornali, durante le ricorrenze che celebrano i momenti più importanti nella storia della nostra democrazia, nelle università e nelle scuole è oramai ostaggio di agenti della propaganda antioccidentale che fa capo a regimi sanguinari e gruppi terroristici. L’incisività e la virulenza di questa strategia è dimostrata dalla bandiere palestinesi che affollano le manifestazioni del 25 aprile, dal numero impressionante di propagandisti russi che sproloquiano sui media in un paese come l’Italia che è uno dei fondatori della Nato. Dagli atti d’intimidazione squadristica ai danni dei senati accademici delle principali università italiane e di giornalisti impossibilitati ad esprimere le loro opinioni. Se a qualcuno tutto ciò sembra normale per me non lo è affatto.
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Non lo é per nulla, ed é molto grave. Giovani irretiti da una propaganda che approfitta del vuoto delle speranze per un futuro più decente in questo paese, vuoto costruito da anni ed anni, finiscono col divenire pedine di sabotatori dell’Occidente, un Occidente (in particolare italiano) che paga lo sfruttamento della gente con questi nuovi pericoli.