2 pensieri su “Il 25 aprile e la logica da regime applicata a una festa repubblicana

  1. Chiaramente le responsabilità ricadono su istituzioni che minimizzano, partiti che tollerano certe derive interne estremiste e associazioni che hanno perso il senso di appartenenza, la difesa di certi simboli e soprattutto la Storia dei fatti accaduti.
    Una buona parte della sinistra italiana ormai ha ceduto alla narrazione secondo cui il popolo palestinese è perennemente oppresso da Israele compiendo crimini ingiustificabili e sproporzionati, quindi non più meritevole di essere difeso e portato tra le manifestazioni.
    Anche con l’Ucraina è passata un’altra narrazione secondo cui ci sarebbero dei nazisti al comando e quindi la Russia erede dell’Urss portatrice dei valori di libertà ed uguaglianza tra i lavoratori a cui la sinistra deve molto, è dovuta intervenire per abbattere quel potere. Oltre al fatto che è colpa anche della Nato e degli americani che negli anni hanno fatto pressione e provocazioni sulla Russia, facendo entrare nell’alleanza Paesi vicini ai suoi confini.
    Ormai penso che il clima politico e culturale della sinistra sia arrivato a un punto di non ritorno.
    Non dobbiamo aspettarci di meno nei prossimi anni. Hanno ceduto la ricerca della verità e la difesa di tutti i soggetti fino a prova contraria per mero consenso elettorale e quiete sociale all’interno dei loro ambienti.

  2. Lei dice, a proposito della cacciata delle bandiere ucraine: “Anche lì, la presa di distanza è stata quanto meno flebile. Per usare un eufemismo generoso”.
    In realtà, non ho sentito proprio alcuna presa di distanza. Anzi, ho sentito la viva voce del presidente ANPI, intervistato da una troupe di SkyTG24 (non so se a proposito di fatti milanesi o bolognesi): “le bandiere ucraine sono state mandate via, perché non c’erano anche quelle russe”.
    No comment.

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