

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il testo inviatoci da un nostro giovane collaboratore britannico, attualmente negli Stati Uniti.
Non ci sfugge ovviamente che lo scritto è piuttosto acerbo nei contenuti. In esso non vi è traccia alcuna di quell’attitudine alla complessità e di quella profonda spiritualità che conducono a capire subito, rispetto ad un teatro di guerra, chi sta abbaiando a chi. Il testo inoltre trasuda di ingenuo entusiasmo per gli Stati Uniti e l’Occidente , incurante delle ataviche responsabilità storiche che gravano su questa parte di mondo (non si può ignorare che già’ Caino era un prodotto del turbo- capitalismo colonialista yankee).
Ma, più di tutto, il testo è del tutto sprovvisto di quella cinica ignavia, di quel saggio, fottuto egoismo senile, di quella insopprimibile vocazione a sacrificare terra, vite e libertà altrui sull’altare del l’appeasement con i dittatori, che sono frutto solo dell’età matura.
Insomma , il ragazzo deve ancora farne di strada, e mangiarne di pseudorealismo, prima di poter aspirare a vedersi pubblicato, per dire, da Limes . Noi però intanto lo pubblichiamo qui su InOltre perché non sapremmo farvi gli Auguri con parole migliori.

“Trascorro questo anniversario e questa festa lontano dal mio Paese, lontano dalla mia famiglia, eppure non posso dire di sentirmi lontano da casa.
Sia per i legami di sangue da parte di mia madre, sia per le amicizie che ho sviluppato qui in molti anni di vita attiva, sia per l’imponente sentimento di condivisione della causa comune fra grandi popoli che parlano la stessa lingua, che si inginocchiano agli stessi altari e, in larga misura, perseguono gli stessi ideali, non posso sentirmi un estraneo qui negli Stati Uniti.
Questa è una strana vigilia di Natale. Quasi tutto il mondo è impegnato in una lotta mortale e, con le armi più terribili che la scienza possa concepire, le nazioni avanzano l’una contro l’altra.
Sarebbe brutto per noi questo Natale se non fossimo sicuri che nessuna avidità per la terra o le ricchezze di un altro popolo, nessuna volgare ambizione, nessuna morbosa brama di guadagno materiale a spese di altri, ci ha condotti sul campo.
Qui, in mezzo alla guerra che infuria e ruggisce su tutte le terre e i mari, avvicinandosi ai nostri cuori e alle nostre case, qui, in mezzo a tutto il tumulto, abbiamo stasera la pace dello spirito in ogni casa e in ogni cuore generoso.
Perciò possiamo mettere da parte, almeno per questa notte, le preoccupazioni e i pericoli che ci assillano e regalare ai bambini una serata di felicità in un mondo in tempesta. Ecco quindi che, per una sola notte, ogni casa del mondo anglosassone dovrebbe essere un’isola di felicità e di pace illuminata a giorno.
Lasciate che i bambini abbiano la loro serata di divertimento e di risate. Lasciate che i doni di Babbo Natale allietino i loro giochi. Noi adulti condividiamo appieno i loro piaceri incondizionati prima di tornare al severo compito e ai formidabili anni che ci attendono, decisi a far sì che, con il nostro sacrificio e il nostro coraggio, questi stessi bambini non vengano derubati della loro eredità o non venga loro negato il diritto di vivere in un mondo libero e dignitoso.”
Messaggio di Natale del 1941 di Winston Churchill trasmesso dalla Casa Bianca

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Forse ci sono ancora persone come Churchill, ma non vengono riconosciute, non si dà loro spazio e, anzi, allontanate.
ho visto solo alla fine l’autore. davvero pensavo ad un ragazzo britannico, anche se ero un pò sorpreso della traduzione. comincio a darvi un pò troppa confidenza…ahahahha… però sappiate che 4 anni fa, prima della cartina al tornasole dell’invasione ucraina, stavo per abbonarmi al Limes di Turacciolo. Parafrasando il grandissimo Socrate ne La Maieutica, bisogna sempre concedere fiducia salvo poi essere pronti a ritirarla.
Elegante “inganno” … ci ero cascato. Infatti è sorprendente l’attualità del messaggio di Churchill ??