1 ha pensato a “I negoziati tra Mosca e Kyiv smentiscono tutte, dicasi tutte, le tesi pacifiste

  1. La forza è sempre e comunque dalla parte del torto? Sembrerebbe di sì, a sentire – ad es. – le posizioni contro Israele (ma gli stessi non sono altrettanto convinti se si tratta della Russia). Una posizione forse nata nel dialogo generazionale fra gli oratòri e le sezioni di Partito: cristianesimo socio-politico, o socialismo da catechismo pomeridiano, dove il rifiuto della violenza diventa pacifismo politico, la solidarietà verso gli ultimi convinzione dogmatica che il forte ha sempre torto. Ma nel mondo concreto anche i deboli mirano a diventar forti, per difendersi. Ma che anche i deboli sbaglino, che possano aver torto nelle specifiche materie del contendere, appare escluso a priori. E’ vero, da sempre, nella storia dell’uomo: la forza opprime: può farlo, lo fa. Questo basta a decidere sul torto e sulla ragione, su chi sia il giusto e chi il reprobo? Ciò che il forte non deve fare- secondo giustizia- è opprimere in ragione della sua forza: valutazione di carattere generale, che ancora nulla dice sui concreti contenuti messi in questione da un conflitto violento: su questi, il debole può essere nel torto, il forte nella ragione. Non se ne esce, senza un terzo più forte di ambedue che impone il diritto, che è forza che non si autogiustifica bensì invoca ragione e moralità a proprio fondamento

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