I 24 membri del Politburo del Partito Comunista si sono incontrati giovedì per discutere un rapporto sul lavoro del governo che sarà presentato a un incontro di legislatori la prossima settimana, ha detto l’agenzia di stampa ufficiale Xinhua. Il rapporto sarà consegnato dal premier Li Qiang e votato durante la sessione annuale dell’Assemblea nazionale del popolo che inizierà il 5 marzo.
L’incontro del Politburo ospitato dal presidente Xi Jinping ha ribadito che “la politica monetaria prudente sarà flessibile, appropriata, mirata ed efficace”, mentre “la politica fiscale proattiva sarà adeguatamente rafforzata e migliorata in qualità ed efficienza”, facendo eco alle istruzioni di una conferenza chiave di lavoro economico tenutasi a dicembre.
Il Politburo si è anche impegnato ad accelerare lo sviluppo di “nuove forze produttive”, un nuovo e vago slogan usato da Xi che si riferisce a nuovi motori di crescita economica.
La massima leadership cinese si è impegnata a raggiungere gli obiettivi economici per l’anno, evitare rischi e mantenere la stabilità sociale, sottolineando la preoccupazione per una ripresa ostacolata da una prolungata crisi immobiliare e dalla deflazione.
La prima lettura di questa comunicazione suggerisce una tensione interna molto forte intorno al problema dell’instabilità economica. Le notizie provenienti dal settore immobiliare sempre più in difficoltà e il fatto che non si sia riusciti a frenarne la caduta, nonostante tutti gli incentivi messi in campo per rimettere linfa negli ingranaggi immobilizzati, sono ormai il tema di maggiore rilievo in vista della “Due Sessioni” annuale di marzo.
Normalmente il Terzo Plenum si concentra sulle questioni economiche, ma quest’anno è stato inspiegabilmente cancellato. Le questioni economiche di solito non sono al centro della riunione di gennaio del Politburo, mentre gli eventi di aprile, luglio e dicembre sono solitamente riservati a quell’argomento.
Ma il recente crollo del mercato azionario, combinato con una persistente crisi immobiliare hanno decisamente portato scompiglio nelle procedure abituali, anche questa è una cosa che raramente si è vista accadere, se non in momenti di grande tensione interna.
Pertanto, le riunioni delle Due Sessioni saranno attentamente esaminate anche all’estero per individuare eventuali nuovi segnali politici.
Per quanto riguarda gli obiettivi economici, è molto improbabile che si verifichino grandi movimenti. I commenti del premier Li Qiang a Davos e gli obiettivi del PIL a livello provinciale per il 2024 indicano che l’obiettivo del PIL a livello nazionale sarà probabilmente fissato nuovamente a “circa il 5%” nel 2024.
Per non parlare della visita in Unione Europea di Wang Yi che non ha portato neanche lontanamente i frutti sperati da Xi, anzi ha coinciso con una nuova chiusura del mercato europeo alle aziende cinesi a seguito di sanzioni introdotte a febbraio.
Le dichiarazioni di aperture verso le aziende straniere, in un periodo di contrazione a seguito della disastrosa introduzione della legge sullo spionaggio e sul segreto di stato, lasciano presagire una certa cecità da parte degli organismi di controllo che non hanno ancora chiaro come attirare gli imprenditori stranieri in un clima di controllo così elevato.
Non resta da fare altro che ascoltare le dichiarazioni di intenti del Congresso e da quelle capire il livello effettivo di compromissione dell’economia.
Le manovre correttive non sono mai state storicamente il punto forte del governo cinese, quest’anno vedremo se le cose sono cambiate.



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