6 pensieri su “I lugubri cortei dei seminatori di odio antiebraico

  1. Gentile Barbara, le confesso che dopo il suo incipit (“L’assassinio di Rabin è stato l’inevitabile conseguenza dei suoi deliri”) non ho più avuto lo stomaco di proseguire. Ho solo notato, scorrendo il testo senza leggerlo, l’abuso dell’aggettivo “delirante”. Tutti hanno delirato e tutti delirano. Ma non è che anche lei, forse, non fa eccezione? Distinti saluti.

  2. La restituzione del Sinai non ha comportato alcun pericolo per la sicurezza di Israele. La stretta di mano ad Arafat ha dato il via a un terrorismo di proporzioni mai viste prima. Il ritiro unilaterale da Gaza ha fatto decuplicare gli attacchi terroristici ed è stata l’indispensabile premessa per il 7 ottobre. Davvero qualcuno ha il coraggio di chiamarle scelte coraggiose?!

    1. Vero. Ha dimenticato di dire, però, che provocarono anche l’assassinio di Rabin (lei sa per mano di chi)

      1. L’assassinio di Rabin è stato l’inevitabile conseguenza dei suoi deliri. Con il delirante mantra “combattere il terrorismo come se non ci fosse il processo di pace, portare avanti il processo di pace come se non ci fosse il terrorismo” ha fatto ingrassare il terrorismo a dismisura, nutrendolo col fantomatico processo di pace che non c’è in realtà mai stato (ricorderà che alla vigilia di ogni incontro partiva la raffica di attentati, uno più sanguinoso dell’altro, attentati che lui continuava a spiegare come “il necessario sacrificio per la pace”. E se non è delirio questo…) mentre con l’altrettanto delirante “terra in cambio di pace”, fino a quando non è stato fermato ha ottusamente, stolidamente, testardamente continuato a dare terra, terra e ancora terra ricevendone in cambio guerra, terrorismo, morte e distruzione. Naturalmente SI DOVEVA trovare un altro modo per fermarlo, ma ho grossi dubbi sul fatto che se non fosse stato fermato Israele esisterebbe ancora. Se posso, per l’ennesima volta, autocitarmi, ho documentato un po’ di cose qui
        https://ilblogdibarbara.wordpress.com/2014/07/21/i-padri-nobili/
        Un’altra cosa che non ho riportato in quel post è il fatto che ad un certo punto è emerso che lui sapeva perfettamente che un consistente numero di terroristi entravano continuamente in Israele da Giudea e Samaria spacciandosi per lavoratori frontalieri per poi imboscarsi e restare in Israele, ma ha vietato di rendere nota la cosa per non rischiare che gli rompessero il suo bel giocattolino del “processo di pace”. Si continua a raccontare che è stato ucciso perché stava costruendo la pace da un fanatico che la pace non la voleva, ma la realtà è che è stato ucciso perché stava demolendo lo stato di Israele.

  3. L’etica della responsabilità, da ambedue le parti e soprattutto verso chi ha scatenato l’ennesimo conflitto. Non sempre e solo si deve premere per quella solita parte, perché fa più comodo e si può dialogare meglio essendo una democrazia.

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