La rassegna dei fatti di politica estera più importanti della settimana, con Imminens:
CONFLITTO IN MEDIO ORIENTE (19-22 agosto) – Israele-Iran/Asse iraniano: massicci attacchi aerei israeliani contro obiettivi di Hezbollah nel Libano meridionale, in risposta al lancio di razzi che ha causato un ferito e danni a edifici residenziali nella città di Katzrin, nelle alture del Golan.
CONFLITTO IN MEDIO ORIENTE (21-22 agosto) – Israele-Gaza: l’IDF recupera i corpi di sei ostaggi nell’area di Khan Yunis; vittime civili nei recenti attacchi lanciati dall’aeronautica israeliana contro obiettivi nella striscia centrale; negoziati verso il fallimento, Netanyahu ribadisce: “Non ci ritireremo dai corridoi di Netzarim e Philadelphi”.
UCRAINA-RUSSIA (22 agosto): attacchi aerei russi sulla Regione nord-orientale di Sumy e sulla città di Bohodukhiv, nella Regione di Kharkiv. Almeno tre vittime e sette feriti.
UCRAINA-RUSSIA (22-23 agosto) – Le operazioni ucraine nella Regione di Kursk: forze di Kyiv catturano i villaggi di Russkaya Konopel’ka, Korenevo – da non confondere con l’omonima città – e Krasnootkyabr’skoe; fonti ucraine: “Colpite posizioni russe con bombe guidate GBU-39, di fabbricazione statunitense”.
PROTESTE IN VENEZUELA (22 agosto) – dura presa di posizione del Presidente cileno, Gabriel Boric, dopo la ratifica della vittoria di Maduro da parte della Corte Suprema di Caracas: “Siamo di fronte a una dittatura che falsifica le elezioni, reprime chi la pensa diversamente ed è indifferente al più grande esilio del mondo. Il Cile non riconoscerà questo falso trionfo”.
TERRORISMO (23 agosto) – Russia: detenuti fedeli all’Isis uccidono una guardia carceraria e ne prendono in ostaggio quattro nella colonia penale “IK-19 Surovikino”, nella Regione di Volgograd.
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