
Lo scorso 16 novembre, a Londra, si è tenuta la cerimonia di consegna dei premi della “Global Magnistky Justice Campaign”, notizia pressoché ignorata in Italia ma che merita di avere di essere raccontata perché dischiude un mondo di storie d’impegno per la lotta alla corruzione e per i diritti umani. Perché in Russia chi combatte la corruzione del regime di Putin, poi muore. Grazie al lavoro di Rossella Zugan, InOltre pubblicherà a puntate le storie dei vincitori del premio che meritano di essere raccontate e meditate.
( la cerimonia della consegna dei premi è disponibile su YouTube in inglese[1]).
Sergej Magnistky[2] era un avvocato russo che, per aver smascherato la corruzione già organicamente instaurata a Mosca e in Russia, venne arrestato e, una volta in carcere, ucciso il 16 novembre 2009. Al suo nome è legato il Magnistky Act, una legge ispirata alla sua lotta contro la corruzione. L’obiettivo di questa legge è quello di imporre sanzioni mirate a singoli funzionari che, oltre a lavorare all’interno di sistemi corrotti, violano i diritti umani. In pratica, consiste nella confisca dei beni e nel divieto di rilasciare visti a chi, avendo ruoli nella pubblica amministrazione, e non solo, è colpevole di queste violazioni. Il primo promotore di questa legge è stato Sir William Browder KCMG, un finanziere americano, residente a Londra, che era un assistito e un amico dell’avvocato moscovita. Il lavoro che Magnistky aveva svolto per conto di Sir Browder è stata una delle ragioni che ha portato al tragico epilogo della sua vita.
Il legame creatosi tra Sir William Browder e Sergej Magnistky ha fatto sì che, per commemorare Sergej Magnistky e il suo sacrificio per la lotta contro la corruzione imperante e impunita in Russia, dal 2015 sono stati istituiti i Magnistky Awards, premi che vengono conferiti a persone e organizzazioni che si distinguono per il loro coraggio nella lotta contro la corruzione e nella difesa dei diritti umani. Il premio viene assegnati a chi riceve minacce e intimidazioni, viene incarcerato o subisce violenze perché si impegna a smascherare la corruzione e a dire la verità oltre ad impegnarsi nella promozione delle sanzioni, in base ai requisiti delle leggi Magnistky. Ad oggi, figure del calibro di Boris Nemtsov, politico russo dell’opposizione ucciso nel 2015, del senatore americano John McCain, del giornalista saudita Jamal Khashoggi, del regista ucraino Oleg Sentsov, dei tre figli della giornalista maltese Dafne Caruana Galizia, e di molti altri ancora, fanno parte di un elenco di nomi che, in dieci anni, non ha smesso di crescere.
La serata della cerimonia di quest’anno è stata suddivisa in diversi momenti ed è stata presentata da uno dei primi vincitori del premio Magnistky nel 2015, James O’Brain, un presentatore e podcaster inglese della rete radiofonica LBC, premiato per la sua” Eccezionale copertura del caso Magnistky”.
I vincitori della 10° edizione dei Magnistky Human Right Awards sono stati:
1. Sviatlana Tsikhanouskaya e Siarhei Tsikhanouski – Premio Eccezionale Politico di Opposizione;
2. Gabrielius Landsbergis – Premio Eccezionale Contributo alla Campagna Globale Magnistky per la Giustizia;
3. Chloe Cheung – Premio Giovane Attivista per i Diritti Umani
4. Abraham Jiménez Enoa – Premio Giornalista Eccezionale
5. Ruth Eleonora López – Premio Eccezionale Avvocato dei Diritti Umani
6. Vanessa Tsehaye – Premio Eccezionale Attivista per i Diritti Umani
7. Laila Soueif and Alaa Abd El Fattah — Premio Coraggio Sotto Fuoco Nemico[3]
Questi nomi forse non saranno molto noti al pubblico italiano, ma le loro storie, raccontate da loro stessi e dalle persone che li hanno presentati, hanno veramente il potere di non lasciare indenni chi le ascolta.
Le racconterò nelle prossime puntate di questo focus sul premio Magnitsky, per far partecipi i lettori dell’importanza di questo premio, che ha oramai dieci anni e che, grazie al sacrificio di Sergej Magnistky e alla dedizione e all’impegno di Sir William Browder ci offre ancora qualche spiraglio di speranza nella buona volontà di donne e uomini, in un contesto mondiale così oscuro e minaccioso.
[1] https://www.youtube.com/watch?v=EcKwdub5Y_0
[2] Per maggiori informazioni, rimando ad un articolo che avevo pubblicato sempre su “Inoltre” dove racconto a grandi linee la sua storia (https://www.inoltrenews.it/storia-di-sergey-l-magnitsky-morto-a-37-anni-in-un-carcere-moscovita/).
[3] Magnitsky Human Right Awards Ceremony 2025 https://www.magnitskyawards.com/magnitsky-awards-2025/
[4] A questo proposito va sicuramente ricordato il lavoro delle Federazione Italiana Diritti Umani (FIDU) il cui lavoro su questo tema si può trovare a questo link: https://fidu.it/language/it/legislazione-magnitsky-2/. È stato presentato il disegno di legge N. 1126 comunicato il 6 marzo 2019 e, seppur l’Italia ha recepito il cosiddetto “Magnistky europeo”, a differenza di altri paesi quali la Lituania, Estonia, Lettonia, Olanda e UK non ha ancora una legge nazionale specifica in materia.
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