
Negli oltre due anni di guerra dopo il 7 ottobre, si è parlato spesso dei missili sparati dagli Houthi contro Israele e dei loro attacchi contro le navi che transitano nel Mar Rosso. Tuttavia, sui media occidentali trovano molto meno spazio i crimini commessi dall’organizzazione terroristica sciita all’interno del proprio paese, lo Yemen, nei confronti della loro stessa gente. I metodi da loro utilizzati non sono molto diversi da quelli adottati da Hamas nei confronti dei civili a Gaza.
I resoconti recenti
Il 27 novembre, Human Rights Watch ha rivelato che gli Houthi hanno arrestato decine di oppositori politici a partire dal luglio 2025, inclusi i leader di diversi partiti politici yemeniti. Il 28 ottobre, almeno 70 persone legate alla Congregazione Yemenita per la Riforma, partito islamista sunnita noto anche come Al-Islah, sono state arrestate nel giro di 24 ore nel governatorato di Dhamar, nel sud-ovest del paese.
Le detenzioni più recenti fanno parte di una campagna più ampia, condotta nell’ultimo anno e mezzo, che ha preso di mira esponenti della società civile, il personale delle Nazioni Unite e di organizzazioni non governative, imprenditori e persino membri degli Houthi accusati di tradimento.
Almeno 59 dipendenti ONU sono rinchiusi senza poter vedere i loro avvocati né poter parlare con le loro famiglie. Allo stesso tempo, diversi tra coloro che sono tenuti prigionieri vengono accusati di spionaggio senza prove; di recente, gli Houthi hanno tenuto un processo sommario contro 21 individui, 17 dei quali sono stati condannati a morte.
“Piuttosto che rispondere ai bisogni urgenti degli yemeniti nei territori da loro controllati, gli Houthi sembrano detenere chiunque ritengano una minaccia per il loro movimento”, ha affermato Niku Jafarnia, ricercatore di Human Rights Watch specializzato sullo Yemen e il Bahrein. “Dovrebbero rilasciare immediatamente tutti coloro che sono detenuti arbitrariamente e spostare la loro attenzione sulla protezione dei diritti e sulla soddisfazione dei bisogni di coloro che vivono nelle aree sotto il loro controllo”.
Detenzione degli oppositori
Gli Houthi hanno arrestato individui affiliati ai partiti politici di opposizione sin da quando, nel 2014, hanno conquistato Sana’a, la capitale dello Yemen. Tuttavia, negli ultimi mesi gli arresti sono aumentati. Un portavoce di Al-Islah, Adnan al-Odaini, ha dichiarato a Human Rights Watch che la campagna contro il loro partito è iniziata dopo che le forze Houthi hanno tentato di arrestare e uccidere lo sceicco Saleh Hantos, il 1 luglio 2025. Gli Houthi hanno accusato Hantos, figura influente e membro di Al-Islah, di “adottare posizioni allineate con gli Stati Uniti e Israele e di minare le attività popolari e ufficiali a sostegno della resistenza palestinese”.
Il 3 agosto, gli Houthi hanno arrestato Rami Abdulwahab, un funzionario del partito socialista arabo Baath. E il 20 agosto, hanno arrestato Ghazi al-Ahwal, segretario generale del Congresso Generale del Popolo, il partito politico dell’ex-presidente Ali Abdullah Saleh. Mentre il 25 settembre, hanno arrestato Aaidh al-Sayadi, vicesegretario del Partito Socialista Yemenita nel governatorato di Dhamar. I parenti di Abdulwahab e al-Sayadi hanno affermato che ai due uomini non è stato consentito di ricevere visite familiari né di assumere degli avvocati per difenderli.
Il figlio di uno dei detenuti di Al-Islah ha riferito a Human Rights Watch che suo padre è stato prelevato dalla sua auto da uomini armati e mascherati a novembre. Lui e le famiglie di altri sei detenuti hanno affermato che gli Houthi non hanno presentato mandati di arresto né comunicato dove avrebbero portato i loro parenti. Le famiglie non sono a conoscenza delle accuse contro i loro parenti né della loro ubicazione e non sono state in grado di comunicare con loro.
Processi farsa
Nel giugno 2024, la Corte penale yemenita ha condannato a morte 44 persone incarcerate dal 2020, 16 delle quali processate in contumacia, mentre altre 5 sono state condannate a pene detentive. Nessuno di loro ha potuto essere difeso adeguatamente da un avvocato.
Il parente di uno dei condannati a morte ha affermato che la famiglia aveva cercato di nominare Abdulmajeed Sabra, un noto avvocato di Sana’a, per il suo caso, ma che il giudice “si era rifiutato di dare a Sabra una copia del fascicolo del caso e non gli aveva permesso di parlare, continuando a chiedergli di tacere. Quando Sabra si era opposto, il giudice gli aveva ordinato di lasciare l’aula”. Il 25 settembre 2025, gli Houthi hanno fatto irruzione nell’ufficio di Sabra a Sana’a e lo avevano portato in una località sconosciuta.
Human Rights Watch, l’ONU e diverse ONG hanno?dimostrato che gli Houthi?hanno fatto ampio ricorso alla tortura sui loro prigionieri, per ottenere informazioni e confessioni.
Non solo gli Houthi
Anche Al-Islah si è distinto per i suoi metodi terroristici: considerato il ramo yemenita dei Fratelli Musulmani, secondo il “National Security Journal” il partito in passato ha mostrato vicinanza a Hamas e ad Al-Qaeda. Inoltre, il 7 ottobre 2023 hanno festeggiato i massacri compiuti da Hamas, inneggiando alla “lotta armata” contro Israele e l’Occidente.
Se ti è piaciuto o se non ti è piaciuto questo articolo, scrivilo nei commenti.

InOltre è completamente gratuito ed è il frutto della competenza e della passione di molte persone che lavorano senza fini di lucro. Se desideri contribuire con un piccolo supporto, puoi farlo effettuando un bonifico come di seguito specificato oppure cliccando sui pulsanti che vedi, scegliendo l’opzione che più preferisci. Le donazioni verranno utilizzate per i costi di mantenimento del sito e per altre attività editoriali.
Grazie per il vostro supporto!
Bonifico bancario intestato a Inoltre Ente del Terzo Settore con Causale: donazione/erogazione liberale a favore di Inoltre ETS.
Codice Iban: IT55A0306909606100000404908



Scopri di più da InOltre
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Mica puoi essere da meno rispetto al tuo mentore. Pazienza che il tuo mentore sia uno stato canaglia, sanguinario e dittatore
Per fortuna secondo qualche presidente affarista ora in Medio Oriente c’è la pace.
Grazie per averlo ricordato, soprattutto ai disinformati e ai Media italiani , molto interessati a cosa accade a Gaza.