

Il filmato è su You Tube: si vede l’ex azzeccagarbugli del popolo circondato da alcuni cittadini. Uno di questi, probabilmente un suo elettore, si lamenta perché manca la carta igienica nelle scuole mentre il governo sperpera i soldi degli anni nelle armi. Un topos della retorica pacifista raccolto al volo da chi di quella retorica si pasce da mane a sera.
Giuseppe Conte, infatti, ha subito rilanciato una delle sue frottole preferite, ovvero che la spesa militare nel prossimo decennio aumenterà di 445 miliardi di euro. Va detto, per amore del vero, che i Cinquestelle nei mesi scorsi sparavano una cifra di 600 miliardi.
Forse si sono accorti, come diceva mia nonna, che il “troppo stroppia”. Comunque, come da copione (che per i gonzi però funziona), poi il Nostro ha proseguito denunciando la conseguente sottrazione di risorse alla sanità, all’istruzione, al sostegno dei poveri, etc. etc.
Vediamo allora come stanno le cose. Attualmente la spesa militare del paese è pari (con qualche forzatura) al due per cento del pil. Il governo Meloni si è impegnato a portarla nell’arco di dieci anni al 3,5 per cento del pil (un altro 1,5 per cento riguarda, come è noto, la spesa per investimenti in infrastrutture e cybersicurezza).
Poiché oggi ogni punto di pil vale circa venti miliardi, la spesa militare nel 2035 sarà di circa trenta miliardi più elevata di quella dell’anno in corso. Ammettendo, e sperando, che nel prossimo decennio cresca di qualche decimale, arrotondiamola pure a trentacinque miliardi.
Ebbene, da dove nascono i fantomatici numeri richiamati sopra? Nascono da due errori incredibili, che nemmeno un studente di scuola media commetterebbe.
Il primo: si somma algebricamente la spesa annuale di ciascuno dei dieci anni. Il secondo: nella somma si include l’intera spesa militare, e non solo il suo incremento. In altre parole, se quest’anno spendo dieci euro e l’anno seguente spendo dieci euro non ho speso venti euro.
Ho mantenuto la spesa annuale costante a dieci euro. Altrimenti, con lo stesso bizzarro ragionamento, Conte non potrebbe più dolersi per le risorse scarse della sanità. Infatti, ai 137 miliardi del 2025 dovrebbe aggiungere i 134 spesi nel 2024 e così via.
Insomma: il presidente del M5S non sa far di conto oppure è solo un arruffapopoli? Ai lettori l’ardua sentenza.
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L’infimo soggetto rappresentato, una zecca al suo confronto è un essere di grande lignaggio, anzitutto è un compratore di consensi (che paga usando i soldi di noi Italiani) ma soprattutto è un moderno traditore della Patria e dovrebbe essere trattato da un tribunale militare, come in tempo di guerra!!!
Ho una repulsione psicofisica nei confronti di Peppino.
È grave?