Siccome molti sono indecisi su chi votare alle Europee, io ed altri abbiamo deciso di creare una guida che fosse utile a chi ha a cuore la questione ucraina, fondamentale per il destino dell’Europa, dell’Occidente e della democrazia.
Per creare questa guida siamo andati a valutare le dichiarazioni sul tema Ucraina-Russia di tutti i candidati alle elezioni europee. Il risultato di questa analisi è la sintesi che leggerete. Naturalmente abbiamo concentrato i nostri sforzi sulle liste non-invotabili da chiunque sostenga la causa ucraina: Fratelli d’Italia, Partito Democratico, Forza Italia, Stati Uniti d’Europa, Azione. Le altre liste in corsa, per ovvie ragioni, vanno escluse a priori.
Per ogni lista è stato creato un foglio Excel con tutti i candidati. Questi sono stati suddivisi in tre categorie, sulla base della loro posizione sull’Ucraina.
– I candidati pro-Ucraina, indicati in verde
– I candidati pro-Russia e/o pacifinti, indicati in rosso
– I candidati che non si sono espressi, che hanno manifestato posizioni ambigue o di circostanza, indicati in giallo.
Da notare che un sostegno generico all’Ucraina espresso soltanto il 24 febbraio o poco oltre, oppure l’organizzazione di iniziative di solidarietà, secondo i nostri criteri non sono ragione sufficiente per ottenere il bollino verde. Inviare aiuti umanitari, ad esempio, è un’azione meritoria, che va applaudita ed incoraggiata. Ma un’azione di solidarietà, specie se isolata, da sola non può riflettere un pensiero politico: gli aiuti per l’Ucraina li ha inviati anche il putiniano Alemanno.
Ciò che ci interessa, invece, è che l’azione politica dei vari candidati, qualora venissero eletti al Parlamento Europeo, sia improntata al sostegno all’Ucraina sotto tutti i punti di vista: militare, economico, politico. Non solo umanitario. I candidati sono quindi stati valutati secondo quest’ottica.
Inoltre coloro che si sono candidati, ma che non siederanno al Parlamento Europeo (ad esempio Meloni o Schlein), sono stati depennati dalle liste.
Passiamo all’analisi partito per partito.
1. FRATELLI D’ITALIA

FdI dedica all’Ucraina ben 6 parole del proprio programma elettorale. E l’analisi dei candidati, in realtà, non rivela un interesse maggiore. Le loro dichiarazioni sui temi della politica internazionale, non solo sull’Ucraina, sono estremamente sporadiche. Il grosso dei post sui social verte su questioncine locali o pseudoidentitarie prive di qualunque rilevanza.

È chiaro che i voti di FdI appartengano sostanzialmente a Giorgia Meloni, così come è da attribuire a lei la posizione del partito sull’Ucraina.
Sintetizzando: ad essere timidamente pro-Ucraina non è FdI, ma Giorgia Meloni (e pochi altri, come Guido Crosetto).
E difatti, dei 71 candidati, solo 8 hanno espresso posizioni pro-Ucraina, mentre 12 hanno espresso posizioni filorusse / pacifinte. In proporzione, FdI è il partito più filorusso fra quelli analizzati.
? 8/71 (11%)
? 51/71 (72%)
? 12/71 (17%)
In fondo FdI è il partito che nel 2016 ha candidato Irina Osipova, è alleato di Orban ed è stato fra i principali protagonisti della stagione d’oro del sovranismo, ovvero della massima influenza russa sulla politica occidentale. Forse alcuni, tra cui Giorgia Meloni, si sono svegliati dall’ubriacatura filorussa, con il vino della casa che era stato gentilmente offerto dalle unità dei Servizi Segreti russi che si occupano di infowar e guerra cognitiva. Ma gli strascichi si vedono. I camerati 2.0, in tutta Europa, sono stati sovvertiti ideologicamente dai kompagni 2.0, cosa peraltro divertente. I russi sfilano con le bandiere dell’URSS ed i camerati rendono loro omaggio col braccio teso. Ideologicamente è un 6-0 6-0, un’umiliazione totale.
Forse, però, dal 24 febbraio 2022 ha iniziato a capirci qualcosa persino qualche camerata.
Stavo per scrivere che secondo me FdI è un partito che ha la testa in Occidente ed il cuore in Russia, ma in realtà l’impressione è che a nessuno freghi niente di niente.
2. PARTITO DEMOCRATICO

Il PD ha fatto di tutto per alienarsi le simpatie dei pro-Ucraina, e probabilmente c’è riuscito. Bravi, non era facile. Una persona che sia di sinistra e pro-Ucraina è politicamente orfana. Questo spazio politico nei fatti è vuoto: a dimostrazione che in politica il vuoto esiste, anzi ce n’è fin troppo.
Ed è un peccato, perché il programma del PD parla chiaramente di “resistenza del popolo ucraino” e “di supporto militare”. Sì, parla anche di diplomazia per opporsi all’uso della forza (?), in un secondo paragrafo che fa ridere per ingenuità, inconsistenza, confusione e ricerca di equilibrismi. Ma è una cosa che in teoria si potrebbe perdonare.

Poi però senti parlare Tarquinio, e ti chiedi perché mai un pro-Ucraina ed atlantista dovrebbe votare per un partito che ha candidato un personaggio del genere.
O la Annunziata, che parlava di ucraini come un popolo di “badanti”.
O Pietro Bartolo, che si è opposto alla risoluzione del Parlamento Europeo che definiva la Russia come uno “Stato sponsor del terrorismo”.
O Cecilia Strada, che ha già detto che sulle armi a Kyiv voterà “secondo coscienza” (cioè a sfavore).




Insomma, la ricerca perenne degli equilibrismi si è tradotta nella compilazione di liste con tanti votabili ma troppi invotabili sul tema Ucraina, specie tra Sud e Isole, dove si salvano solo la bravissima Pina Picierno e Antonio Nicita.
? 21/73 29%
? 42/73 57%
? 10/73 14%
Del rapporto tra PD e questione ucraina ne avevo parlato in questi due thread su X (1, 2), scritti in occasione del voto parlamentare sulle armi all’Ucraina di qualche mese fa. La sintesi è questa: il PD avrebbe tutto l’interesse, elettorale e soprattutto politico, per fare del putinismo uno dei propri nemici esistenziali. Anche perché il PD è il nemico esistenziale dei putinisti italiani, con la macchina della propaganda russa/filorussa che ha organizzato campagne mediatiche violentissime contro il PD, da Bibbiano in giù. Putin è la perfetta incarnazione di tutto ciò a cui il PD dice di opporsi, almeno a parole: è un dittatore, è imperialista, i suoi soldati compiono quotidianamente crimini di guerra, in Russia vengono violati sistematicamente i diritti umani, e la Russia è una società classista che si regge su privilegi e diseguaglianze.
Ma Elly Schlein non sembra essere molto interessata al tema, e continua a parlare di Putin come se fosse una persona con cui sia possibile concordare una pace giusta, seduti ad un tavolo, con il cinguettio degli uccellini a fare da colonna sonora e gli unicorni a pascolare sullo sfondo. I Partigiani Mussolini l’hanno appeso. Hitler è morto in un bunker. Pensate di convincere un criminale come Putin a lasciare l’Ucraina, Crimea compresa, con un’azione diplomatica? Auguri. O volete lasciargli Crimea e Donbas, legittimando così l’uso della forza e della sovversione per annettere territori altrui?
In quest’ultimo caso, come fate a definirvi democratici se la democrazia, quando attaccata, secondo voi deve alzare bandiera bianca?
3. FORZA ITALIA

Riguardo FI, la posizione di Tajani è sempre stata a sostegno dell’Ucraina, anche se è il classico sostegno “all’italiana”, ben rassunto dalle dichiarazioni degli ultimi giorni: “sì alle armi all’Ucraina, ma non al loro utilizzo in territorio russo”. Se tutti i membri NATO sostenessero l’Ucraina “all’italiana”, l’Ucraina collasserebbe. Questo dice tutto sulla forza dell’Italia e sull’assurdità di certe posizioni.
Il partito di Tajani non sembra avere le simpatie putiniane del partito di Berlusconi, ma neanche essere così convinto nel sostegno all’Ucraina come il PPE, che nel congresso del 7 marzo 2024 ha approvato una risoluzione che parla di “vittoria dell’Ucraina e sconfitta della Russia” come “critiche per la sicurezza europea e globale”.
È chiaro che, nonostante il programma, la posizione di Tajani e quella del PPE sono incompatibili: la sconfitta della Russia non può avvenire se l’Ucraina deve combattere con le mani legate. La scelta dei candidati rispecchia questo quadro di inconsistenza cerchiobottista: fra i pro-Ucraina, nessuno ha una posizione forte e sovrapponibile a quella del PPE. In compenso c’è qualche patetico “basta armi” come Matteo Gazzini, Clara Marta o altri.

? 17/72 (24%)
? 44/72 (61%)
? 11/72 (15%)
4. STATI UNITI D’EUROPA

Stati Uniti d’Europa è la lista che ha in assoluto più sostenitori dell’Ucraina, il 49%. Che in un mondo normale sarebbero pochi, ma tant’è.
? 35/72 (49%)
? 36/72 (50%)
? 1/72 (1%)
È inoltre l’unica lista che al Sud ha più di due presentabili, cosa utile se si volessero dare tre preferenze. Debole al centro e nelle Isole, forte a Nord-Est.
In teoria forte anche a Nord-Ovest, dove troviamo Taradash o Patrizia de Grazia, che è andata a Donetsk a 30km dal fronte. Però c’è anche un pugno nell’occhio chiamato Librandi, secondo in lista, che parla come un Salvini o un Santoro qualunque.
Errore madornale.
Il programma contiene parole molto nette sull’atlantismo, parla di aiutare l’Ucraina a vincere la guerra, cita espressamente Russia, Cina ed Iran ed il loro “attivismo, spesso bellico”.
L’illusione diplomatica attecchisce anche qui, ma insomma, ci siamo.


5. AZIONE

Azione è l’unico partito ad avere il sostegno all’Ucraina come primo punto programmatico, ed è l’unico a non aver candidato nemmeno un putiniano. Devo però ammettere che mi aspettavo di trovare più “verdi”, sono solo il 28%.
? 19/67 (28%)
? 48/67 (72%)
? 0/67 (0%)
Al di là di questo, le parole di Carlo Calenda sono sempre state di totale supporto all’Ucraina, sebbene non sempre pienamente condivisibili (ad esempio le sue remore sull’ingresso dell’Ucraina nell’UE).
È uno dei pochi che non si sono opposti all’utilizzo di armi occidentali in territorio russo. Ma soprattutto, per quanto non vincolante, il programma di Azione impegna tutti gli eletti a votare a favore del sostegno all’Ucraina.
Anche qui ci siamo.

6. CONCLUSIONI
In questa immagine ho voluto sintetizzare delle possibili indicazioni di voto, con 1-3 candidati per ogni partito. Dove ci sono solo due verdi ho inserito entrambi i nominativi, ma ricordate che in caso di 2 preferenze il sesso dei candidati deve essere diverso.
Conseguentemente, se il sesso è lo stesso, dovrete votare solo uno dei due verdi, oppure entrambi ma aggiungere un giallo di sesso diverso.
I candati nell’immagine sono fra quelli più convintamente pro-Ucraina per quella circoscrizione e quella lista. Ma valutate voi.
7. RINGRAZIAMENTI
L’analisi delle liste è stata il frutto di un bellissimo lavoro di squadra che ha coinvolto 14 persone, che non posso fare altro che ringraziare una per una. E il ringraziamento va in generale alla splendida community NAFO italiana, di cui sono contento di fare parte.
Questi sono i profili Twitter degli amici che hanno contribuito a questo lavoro:
@Trash_Can_23 @Nemodam @sourtostapane @W1nternet_ @gabri_e_l_e @fabio_tab @angelica_albi @26_jonas_71 @ATTSELVAGGIA @Nafella4717961 @NataChernenko2 @evermoremorena @vanduz2
Li ringrazio con tutto il cuore.
Scopri di più da InOltre
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Io voto SUE – Italia Viva nordest preferenze a Bendinelli Pigoni Cesari tutti verdi…è importante che Renzi vada al Parlamento UE per le sue capacità e per supportare Draghi alla Presidenza Comm UE, altra cosa molto importante, ricordiamoci che se non ci fosse stato Draghi PdC quando ci fu l’invasione dell’Ukraina l’UE sarebbe stata allo sbando, fu lui a reggere il timone e guidare verso un fermo sostegno all’Ukraina e alle sanzioni alla Russia, non voglio immaginare cosa sarebbe successo se ci fosse stato ancora Conte…e dell’arrivo di Draghi dobbiamo ringraziare mille volte Renzi, l’unico politico abile stimato all’estero…non bastano le dichiarazioni, bisogna sapersi muovere con intelligenza per costruire, l’unico con una visione ampia, gli altri sono fermi al loro ombelico.
La mia candidata perfetta è Barbara Masini, che di presenta in Italia Centrale con Azione. Oltre a essere “verde” è anche una solida sostenitrice di Israele, che non guasta. Insieme a lei voterò due “gialli”: Debora Pacifici e Luciano Spigliantini anch’essi su posizioni filo israeliane. Nessuno parla dell’importanza di avere in Europa eletti non ostili a Israele, ma nella situazione attuale lo reputo estremamente importante. Questo senza nulla levare all’ altissima priorità che ha la questione ucraina.