8 pensieri su “Grooming gangs, il debunking sull’inchiesta pubblica”

  1. Bravissima, articolo eccellente che sbugiarda in modo definitivo la propaganda di Musk e dei suoi lecchini.

  2. Keir Starmer è noto per il suo passato come procuratore, durante il quale si è distinto per l’efficacia nella lotta contro gli abusi su minori. Secondo alcune stime, avrebbe ottenuto una media di circa 6.000 arresti l’anno con un tasso di condanne pari al 75% (fonti non specificate, da verificare). Questo impressionante record giudiziario dimostra la sua competenza nell’applicazione della legge, ma pone in evidenza una distinzione fondamentale: eccellere come procuratore non implica necessariamente eccellere come politico. Infatti, molti osservatori e critici sostengono che Starmer fatichi a incarnare il carisma e la strategia richiesti per il ruolo di leader politico. Episodi come la controversia sui vestiti ricevuti in regalo e altre situazioni poco chiare hanno ulteriormente alimentato questa percezione.

    Un esempio emblematico della sua incertezza politica è rappresentato dalla gestione della Brexit, dove Starmer ha adottato una posizione che molti hanno definito ambigua e incoerente. Inizialmente si è espresso con fermezza sul fatto che la Brexit non dovesse essere toccata; successivamente, ha dichiarato che il suo obiettivo sarebbe stato migliorare gli accordi già esistenti, per poi concludere con l’intenzione di avvicinarsi nuovamente all’Unione Europea. Questo cambiamento continuo di posizione ha confuso l’elettorato e indebolito la sua immagine di leader capace di offrire una visione chiara e coerente.

    La sua leadership del Partito Laburista è ulteriormente complicata dalla complessa composizione del partito stesso. Da un lato ci sono i “Blairites”, esponenti della corrente moderata che si rifanno all’eredità politica di Tony Blair; dall’altro ci sono rappresentanti delle correnti più radicali della sinistra, spesso in contrasto con i moderati. Questa dicotomia interna rende difficile per Starmer mantenere l’unità del partito e definire una linea politica chiara.

    Questa instabilità potrebbe avere conseguenze serie. Se Starmer non riuscirà a trovare un equilibrio tra le diverse fazioni, il Partito Laburista potrebbe ritrovarsi in una crisi interna che minerebbe la sua capacità di governare. In tal caso, rischierebbe di incarnare quello che molti definiscono un “socialismo irreale al potere”: un progetto politico incapace di rispondere alle esigenze reali del Paese e bloccato dalle sue stesse contraddizioni interne.

    A complicare ulteriormente il quadro politico, il tema delle gang criminali sta diventando un problema crescente, sfruttato dai conservatori come una leva politica. Per molti, questo rappresenta un’opportunità d’oro per figure come Kemi Badenoch, che potrebbe usare la questione per rafforzare la propria posizione e attaccare l’apparente incapacità del governo laburista di affrontare problemi complessi e concreti. Le gang, insomma, rischiano di diventare il simbolo di una leadership laburista percepita come debole e disconnessa dai problemi quotidiani dei cittadini, offrendo al Partito Conservatore un’arma politica potente per riconquistare terreno.

    spero che la Badenoch colpisca duro!

    1. Ognuno ha diritto a vederla come crede.
      Il fatto è che Starmer sembra trarre forza proprio dalla sua apparente ambiguità e inettitudine. Apparente, appunto. Perché quello che lei ha scritto lo si diceva su lui nel 2021, quando aveva mezzo partito contro. Sì diceva che avrebbe distrutto il Labour e gli ha dato una maggioranza stratosferica. E lo dico non da fan di Starmer. Anzi, confesso che i primi anni non lo sopportavo. Le cose si guardano sempre alla distanza. Sta lì da 5 mesi. Tra 4 anni e mezzo tireremo le somme e giudicheremo.

  3. Per cui, la buonafede del governo Starmer si misurerà anche sull’applicazione di quei decreti di espulsione vecchi di dieci anni. Se in tempi ragionevoli la cosa non sarà risolta, mi permetterò di dubitare di tutta la narrazione pro Labour della vicenda.

  4. Apprezzo molto la dovizia di informazioni e di fonti fornita in questo articolo, e anche la chiarissima narrazione.
    Una domanda: corrisponde al vero che dopo 10 anni dal decreto di espulsione alcuni/molti dei colpevoli sono ancora in Inghilterra a casa loro? L’ho letto ieri sul Daily Mail.

    1. Sì ma d’altra parte la gestione dell’immigrazione dei tories è stata terribile. Non solo non hanno fatto nulla per fermarla (malgrado i proclami sul Ruanda che piacevano ai facinorosi) ma creato un backlog tale che ci vorranno anni per riparare ai danni dei conservatori.
      La prima cosa che ha fatto Starmer appena eletto è stato potenziare l’ufficio che esamina le richieste di asilo e l’intera gestione degli arrivi degli illegali anche per accelerare i rimpatri.
      In Uk, malgrado le leggende che piacciono all’estrema destra, l’immigrazione illegale è stato uno sfacelo dei conservantori.

  5. bravissima. inoppugnabile (magari!). incontestabile (magari!!)
    chissà perchè mi viene in mente il film “Operation Bibbiano”..

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