3 pensieri su “Glossario di categorie putiniane

  1. Oggi alle 13.00 TG5. 1) Morto Navalny; 2) A Monaco summit 17 aa dopo quello storico (sempre a Monaco) in cui Putin denunciava per la prima volta che la Russia non accettava l’allargamento della NATO, discorso da cui poi scaturirono una serie di eventi, che sono ancora sotto gli occhi di tutti.
    Volevo solo sottolineare che il segretario Nato nell’occasione ha pronunciato le parole che definiscono, secondo me per la prima volta, la verità (o almeno una parte della verità), sull’ andamento della guerra.
    È un concetto che io penso da tempo e qualche volta mi sono permesso di esprimerlo. Più o meno Stoltenberg ha detto queste parole” l’Europa gli Stati Uniti la Nato continueranno ad offrire sostegno militare all’ucraina. Bisogna però rendersi conto che se vogliamo che l’Ucraina vinca e tornare ai confini del ’91, la nostra economia si deve trasformare in “ECONOMIA DI GUERRA”. Non so come si possa tradurre questo concetto in azioni pratiche, ma le strade sono due ( e solo due) :1) trattativa per arrivare ad una situazione stile confine coreano;2) entrare in economia di guerra in modo da aumentare in maniera significativa la produzione di munizioni sia antiaerea che di artiglieria. Le parole stanno a zero. Gli ucraini o almeno una parte di essi (la rimozione del Capo di Stato Maggiore Zalusnhy e la fuga di migliaia di giovani che non vogliono combattere o almeno non vogliono combattere per il Donbass), dicevo gli ucraini o una parte di essi vogliono combattere, non accettano la perdita del 20% del loro territorio. Se vogliamo aiutarla veramente e non a chiacchiere, dandole giusto il minimo per sopravvivere, quella è la scelta che deve fare l’occidente. Gli Usa stanno facendo capire che dell’Ucraina gliene frega il giusto. Noi europei cosa vogliamo fare?
    Aiutare ” VERAMENTE” l’Ucraina comporterà sacrifici, spaccature, forse anche ribellioni (e non solo dei contadini per il discorso del grano). Personalmente sono contrario alla rimozione del Capo di Stato Maggiore, voleva rendere invalicabile la situazione del fronte attuale con campi Minati, denti di drago e quant’altro, voleva fare una mobilitazione su larga scala almeno 500.000 soldati (chiedendo all’Europa di rimandare indietro, i giovani che sono a vario titolo all’estero, al 90%, giovani privilegiati figli della nomenclatuea), voleva chiedere all’occidente finalmente l’invio di armi decisive, se servono mille carri armati ( nn dico Abrhams ma almeno Leopard 2) e/o 300 caccia (nn dico f35 ma almeno f16). Questo era quello che voleva fare Zalusnhy, dopo il fallimento della controffensiva estiva, (di cui il WP con un articolo di 30 pagine ha analizzato a fondo le cause). Zelenskyj si è arrabbiato perché il generale ha fatto pubblicare queste sue idee in un’intervista sull’ Economist, di fatto scavalcandolo, dopo averci riflettuto per 2-3 mesi, l’ ha licenziato. Tra l’altro sostituendolo con un russo nato in Russia e che ha studiato all’accademia militare di Mosca. Solo per dire dei legami che esistono tra Russia e Ucraina.
    Che fare? Continuiamo a fare dichiarazioni formali ma inutili della serie: continuiamo a sostenere l’Ucraina! Oppure iniziamo a sostenerla veramente? Il dissenso ci sarà e non solo dei contadini europei o degli autotrasportatori polacchi che bloccarono l’autostrada al confine con l ‘ Ucraina per un mese circa, facendo sghignazzare Putin per rafforzare la sua convinzione che il “potere” europeo è contro la Russia, ma così non è per quanto riguarda il popolo, i lavoratori.
    Non so se il discorso fila e ha una sua logica ma non ho voglia di rileggerlo.

    1. Personalmente penso che – volenti o nolenti, a meno di eventi a sorpresa – si arriverà agli estremi. È un elastico che si sta tirando e tirando ma che sta per spezzarsi. Putin andava respinto nel primo anno se si voleva veramente evitare l’escalation.

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